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Le sei parti del corpo che non usiamo più (ma stanno ancora lì)

 Evoluzione della specie

Vi siete mai chiesti a cosa servono i capezzoli maschili?

E i peli (compresi quelli superflui)?

Il fatto è serio, scientifico: l’essere umano si porta addosso i segni della sua evoluzione.

Conserviamo sparse sul nostro corpo una serie di “cose” inutili  ma che stanno ancora lì come a ricordare “al mondo chi eravamo e che potremmo ritornare” (è la settimana di Sanremo, la citazione canora è obbligatoria).

La ricerca, pubblicata dalla rivista scientifica Focus (clicca qui), non parla dei neuroni che tutti abbiamo ma che (ahimè) pochi utilizzano  ma elenca una serie di parti del corpo umano che si sono dimenticate di “evolversi” e sono rimaste lì, così senza fare nulla  (e Darwin muto!)

L’APPENDICE:

Ti accorgi che esiste solo quando si infiamma e diventa “Appendicite” e tu sei piegato in due dal dolore, imprechi in aramaico stretto,  ti portano al pronto soccorso, ti operano d’urgenza (mancava poco per la peritonite), dimagrisci un paio di chili e le zie e tutte le signore del quartiere ti portano le pesche sciroppate (o i biscotti al burro nella latta che poi diventerà la scatola dove si posano ago, cotone e bottoni).

Ma prima niente, l’appendice c’è ma non si vede.

Pare che questo piccolo tubicino non sembri avere un ruolo nella digestione del cibo, perché non è più in grado di assorbire  nutrienti.

Noi abbiamo l’appendice perché discendiamo dalle scimmie che si “abbuffavano” di foglie e gli animali erbivori che consumano molta cellulosa hanno spesso un intestino molto allungato. Recenti teorie suggeriscono che funga da riserva di batteri “buoni” per l’intestino.

 IL COCCIGE:

Entrate in una stanza, state ‘nzallanuti, lasciate la porta aperta.

Non passano nemmeno 2 nano secondi che dalla stanza l’intellettuale di turno: “Tien a cod?”

Ecco, ebbene sì.

Abbiamo la coda, tutti.

E si chiama “coccige”.

Praticamente l’ultima parte della colonna vertebrale è formata da 4 o 6 segmenti ossei fusi insieme, ed  è quel che resta dell’antica coda della “Scimmia nuda balla” (ripeto, è la settimana di Sanremo e quindi è necessario “stare sul pezzo”!)

 I CAPEZZOLI MASCHILI

Alzi la mano chi sa a cosa servono negli uomini.

Tranquilli, non servono a niente.

Anche i maschi hanno i capezzoli perché l’embrione  sviluppa i capezzoli nell’utero materno ancora prima che venga determinato il sesso, che viene stabilito attorno al terzo mese di gravidanza.

Praticamente quell’uno su mille ce la fa (altro riferimento sanremese) e non è ne maschio, né femmina: nell’attesa di decidere, forma lo stesso i capezzoli e  se maschio, se li tiene. E zitto. 

TUBERCOLO DI DARWIN

darwin s tubercle.900x600Passiamo alle orecchie e a quest’ ispessimento nella parte superiore presente nel 10% della popolazione.

Questo nodulo cartilagineo è un residuo di un’articolazione che serviva ai nostri antenati per orientare e muovere le orecchie, ma noi ormai per orientarci mandiamo la posizione su WhatsApp.

(Io ce l’ho... E voi?)

MUSCOLI ERETTORI DEL PELO

‘O friddo ‘ncuollo è causato da un’emozione forte (tipo il “se dovrei” io il “pultroppo” negli stati Facebook) ma un tempo la pelle d’oca serviva per alzare la temperatura corporea e creare uno strato “termico” isolante a difesa della pelle.

Oggi questo sistema non ci serve.

Ma all’epoca degli antenati era necessario perché eravamo coperti da uno spesso strato di pelliccia.

PELI

Estetiste del mondo unitevi: i peli non servono, a meno che non vogliate risparmiare sul riscaldamento.

I peli servivano per proteggerci dal freddo e chiaramente, oggi, non ne abbiamo più bisogno in grandi quantità.

Una sola cortesia, le sopracciglia sottili e ad “ali di gabbiano” nemmeno se siete la Tatangelo (sempre a proposito di Sanremo).

La storia dell’evoluzione ci insegna, quindi, che il tempo non ha mai smesso di cambiarci ma che abbiamo e avremo sempre addosso i segni del nostro passato, della nostra storia.

Di quelli che eravamo.

Le orecchie, i peli  e persino i capezzoli ci dicono chi eravamo.

La natura ci piazza addosso queste cose quasi come se fosse un monito, un post it con scritto “Ricordati da dove vieni”.

Perché  un uomo, e anche un popolo, senza memoria è destinato a non evolversi.

A estinguersi.

Quindi ogni tanto quando ci guardiamo allo specchio, fermiamoci e pensiamo ai nostri errori, alla nostra storia.

Abbiamo il cuore e il cervello.

E quelli sono organi che funzionano.

E che serve utilizzarli sempre.

 

L'Autore
Giovanni Salzano
Author: Giovanni Salzano
Esperto di social media management, cura la rubrica di opinione Società.

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