lunedì 25 MARZO 2019
blank
 
chi siamo 
contatti

Sono Donne

SONO DONNESono donne,  semplici, minute.

Truccate, alte, grasse.

È la signora  Maria Rosaria che sulla metropolitana urla ad un giovane che offende uno srilankese “Tu non si razzista, si strunz”.

Lei, piccola e gentile, che diventa l’immagine del coraggio antirazzismo.

Donne normali.

Che sono nella metro o a casa a combattere con le bollette.

In ritardo o troppo in anticipo, a lavoro a dimostrare che sono brave anche se sono belle.

È Malama, che a 7 anni, nonostante il divieto dei talebani va scuola.

Ma poi viene picchiata, mandata in ospedale.

È Malama che  nonostante tutto si rimette in sesto e diventa Premio Nobel per la Pace.

Sono donne.

Cantate, maltrattate, abusate.

È Loredana Rossi che dopo tanti anni ora sulla quella benedetta carta d’identità ha un nome giusto che finalmente corrisponde alla sua faccia.

Sono donne normali.

È Carla Caiazzo che nonostante l’acido in faccia  lanciato da un compagno che non si rassegna per una storia finita mentre era incita ora è felice con Giulia Pia, la sua bimba.

È Tiziana Cantone che tutti noi abbiamo ammazzato sul web.

È sua mamma che non smette nemmeno un giorno di lottare contro i crimini sul web.

È Bebe Vio, l’artista paraolimpionica con il sorriso più bello del mondo.

È la ragazza che è stata violentata a San Giorgio a Cremano.

Quella a cui ancora hanno detto “Stai attenta agli amici”.

È la casalinga, l’ingegnere, l’adolescente.

È la mamma del dodicenne del Mali che aveva cucito la pagella con tutti dieci nella tasca interna del giacchetto del suo bambino.

Perché l’unico atto d’amore che poteva fare era lasciarlo andare per sperare in una vita migliore, almeno per lui, al di là del Mediterraneo.

È Rosa, una donna che dorme sotto la stazione di Piazza Garibaldi, che ogni mattina mi dà il buongiorno con il suo sorriso sdentato.

È Fiorella, un medico di provincia, che arriva di notte in ospedale lasciando casa e figli, perché di mestiere fa nascere i bambini.

È mia mamma che con la sua quinta elementare mi comprava la Treccani perché io dovevo studiare, dovevo laurearmi.

È mia sorella che ride malgrado tutto, nonostante il brutto.

È mia moglie che mi sopporta anche quando mi faccio schifo da solo.

È Nina, mia figlia, che orgogliosa porta il nome di mia mamma.

È Emilia, mia nipote, che mi ha salvato la vita.

È tua figlia.

Tua madre.

Tua moglie.

Tua nipote.

Guardale.

Sta zitto e impara.

L'Autore
Giovanni Salzano
Author: Giovanni Salzano
Esperto di social media management, cura la rubrica di opinione Società.

Articoli correlati

Notizie

  1. ULTIME
  2. PIU LETTE
White rabbit“White Rabbit Red Rabbit” di Nassim...Ci sarà una sola occasione per vedere “White Rabbit Red...
A ambienteA come AMBIENTE, il primo libro de...Ormai la parola Ambiente sta perdendo la sua potenza, è...
Re Artu a NolaUn gita a Nola sulle tracce di Re ArtùSiete amanti delle storie cavalleresche di dame e...
Mbarka Ben TalebMbarka Ben Taleb dà voce a Charles...L’artista italo tunisina Mbarka Ben Taleb si esibirà...
maurizio-de-giovanni-2I romanzi di de Giovanni al cinema e...Lo scrittore napoletano anticipa: “I Bastardi di...
ex-asilo-filangieri-estEx Asilo Filangieri: Libertà e...Si chiamano “abitanti” e da marzo 2012 stanno...
skin careBotulino? No grazie. Arriva Sublime SkinNon è solo per donne e non ha controindicazioni, tranne...
crociera-con-delitto“La nostra missione è raccontare storie”Partito con i gialli e le cene con delitto, il teatro Il...
agendo 2019 banner
Prenota la tua copia inviando una e-mail a comunicazione@gescosociale.it
il poggio
napolicittasolidale
amicar 500