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Dimmi che cosa condividi e io ti dirò chi sei

FnetC’è chi ogni mattina ci avvisa che si lava con il suo “Doccia Time”, chi ci benedice con la foto di Padre Pio e chi prenda a parole, male parole, la politica.

La condivisione sul web è ormai un chiodo fisso.

Pensateci un attimo, e immaginatevi la scena: uno sta in pizzeria, centro storico via Benedetto Croce, ore 15.

Ha fame, assai fame, e finalmente arriva una bella Margherita, di quelle buone che solo a Napoli sanno fare.

Cosa succede?

Prima della “sharing generation”, uno agguantava la pizza e se la mangiava in un minuto e mezzo (alla faccia di chi lo voleva male!).

E poi si ordinava pure un bel crocchè.

Oggi, invece, prima fai la foto (cercando la luce giusta), poi la modifichi con tutti i filtri del mondo che Bob Marley scansati, ci aggiungi una serie di tag incomprensibili (#moodoftheday e #foodporn, per esempio) e per finire condividi tutto su (in ordine sparso) Instagram, Facebook, Whatsapp, Twitter, Messanger, eccetera eccetera.

Intanto la pizza si è fatta fredda, ma questo non è problema, tanto la pizza da noi è buona pure il giorno dopo.

La questione è legata a questa necessità talvolta estrema di “condivisione”.

Il New York Times, il quotidiano statunitense più importante, ha esaminato la “sharing generation” con uno studio “ The psicology of sharing” condotto su scala mondiale e che ha portato a suddividere i “condivisori seriali” in ben sei categorie predefinite esaminando le motivazioni che si celano dietro le nostre condivisioni sul web.

Dagli altruisti agli hipster, eccoci schedati dal New York Times.

Gli altruisti:

Sono quelli che condividono per salvare il mondo, o robe del genere.

Quelli appartenenti a questa categoria, come spiega lo studio, sono persone considerate utili, affidabili, riflessive e connesse. Gli esperti hanno inoltre rilevato che gli “altrusiti” utilizzano la mail come strumento di condivisione.

I carrieristi

Quelli che usano il web per condividere articoli e foto riguardanti il proprio lavoro.

Sono esperti, abbastanza bravi sul web, che si trovano a loro agio su Linkedin.

Gli hipster

Creativi, giovani, popolari, queste le caratteristiche degli Hipster che condividono case, libri, viaggi, fogli di giornale sui social tipo Instagram.

Sono per la maggior parte Millennials  (quelli nati i primi anni ‘80 fino alla fine degli anni ‘90) o i ragazzi della Generazione Z  (i nati dal 1997 fino al 2010).

I Boomerang

I Boomerang li troviamo su Facebook e Twitter e condividono per creare un contatto sulle persone e riceverne l’attenzione.

Sono quelli che attraverso un commento su un “tema caldo” cercano di attirare l’attenzione per sé stessi.

I Connettori

Questi “condivisori” sono creativi e abbastanza rilassati. Utilizzano Facebook o le email per organizzare eventi o cose da fare fuori dal web, però.

Tenete presente l’amico che ogni weekend crea il gruppo su Whatsapp “Cosa facciamo stasera?”.

Una cosa del genere.

I Selettivi

Appartengono a questa categoria quelli che condividono contenuti di nicchia, sono poco connessi e non cercano l’attenzione della massa.

In altre parole, i condivisori con la puzza sotto il naso.

Che siate selettivi, boomerang o qualsiasi altra cosa la cosa migliore da fare è, ogni tanto, spegnere i computer e tenersi per sé le proprie psicosi|paranoie e se proprio volete condividere un tramonto con qualcuno, chiamatelo, andatelo a prendere e portatelo al mare.

Ps: A proposito di condivisione, con grande gioia e stupore  ho appena scoperto di essere tra la categoria dei Millenials. Come si chiamano quelli che condividono la felicità?

Per lo studio completo clicca qui: https://foundationinc.co/lab/psychology-sharing-content-online/

L'Autore
Giovanni Salzano
Author: Giovanni Salzano
Esperto di social media management, cura la rubrica di opinione Società.

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