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Capossela e la Peste che ha ucciso Tiziana Cantone

Cantone CaposselaVinicio Caposella, una delle penne più intese del cantautorato italiano, scrive della peste.

Una peste diversa, ma non meno pericolosa della malattia che uccideva milioni di persone: la peste del revenge porn, del ricatto sul web, dello sputtanamento virtuale.

Ballate per uomini e bestie”, questo è il titolo del nuovo album di Vinicio Capossela, il cantautore irpino nato a Hannover.

Il lavoro contiene 14 brani che  lo stesso autore commenta così dalle sue pagine social “Ho iniziato a scrivere queste canzoni studiando cose che mi davano rifugio mentre avevo la sensazione che tutto intorno ci fosse la peste. Ma poi ho finito per scrivere di quella stessa peste da cui cercavo riparo”.

Tra i brani colpisce La Peste: un testo intenso, violento in cui il cantautore descrive quel fenomeno che ogni giorno miete migliaia di vittime e lo dedica a Tiziana Cantone, la giovane donna che si è uccisa per un disumano, pubblico plebiscito.

L’odio sui social, i video privati finiti sul web diventano per Capossela la peste.

Il riferimento è semplice, diretto, intenso ma efficace.

Siamo di fronte ad una vera e proprio epidemia che - come recita la canzone - corre nella rete è sangue è orgia è fornicazione  individualista e collettiva  infetta di rabbia e di saliva.

Un’epidemia che Maria Teresa Giglio, la mamma di Tiziana Cantone, da anni cerca di combattere: una lotta coraggiosa sia contro le leggi ancora troppo fumose quando si parla di reati sul web sia contro la violenza inaudita a cui oggi giorno siamo esposti sulla rete.

“La peste” di Vinicio Capossella è una canzone importante, che dovrebbe essere portata nelle scuole, dovrebbe essere suonata per le strade perché la musica resta sempre un efficace mezzo di sensibilizzazione sociale, una maniera intelligente per dare forza a certi concetti, che altrimenti sembrerebbero pura demagogia.

Una canzone che ha colpito la stessa Maria Teresa Giglio che ringrazia con un post su Facebook il cantautore: “Nessuno mai aveva dedicato qualcosa di bello alla mia Tiziana...neanche da morta. Termino con una sua frase che mi è piaciuta molto quando l'ho letta: “Ho esagerato? Sì, è certamente vero. Ma la vita non esagera, forse?”.

Qui il testo delle canzone di Vinicio Capossela

L'Autore
Giovanni Salzano
Author: Giovanni Salzano
Esperto di social media management, cura la rubrica di opinione Società.

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