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Mark Caltagirone chi? Dalla Ferrante indietro fino a Batman, ecco gli ignoti illustri

Pamela Prati

Si chiama Marco Caltagirone, per gli amici Mark, ed è diventato nelle ultime settimane il simbolo dell’amore impossibile, icona del sesso virtuale, il marito perfetto (Mr. Grey fatti più in là).

Ricco, bello e internazionale.

Praticamente Marco è l’uomo che tutte le donne vorrebbero.

Come perché?

Perché non esiste.

Per i pochi che ancora non lo sapessero, Mark è il protagonista della trashata tragicomica di “Pamela Prati s sposa già ten à cas (cit. Gigi d’Alessio)”.

Praticamene lei va in giro a dire che si sposa, che tiene due figli in affido e che ha comprato pure le bomboniere.

Ma poi viene smentita dal tribunale mediatico presieduto da Barbara D’Urso, la regina dell’inciucio in tv.

Finale?  Lei confessa.

Tutti confessano (pure uno dei baristi che la mattina prepara il caffè alla sorella di Pamela Prati, che chiaramente giura di dire la verità, nient’altro che la verità).

Quindi è tutta una balla gigantesca: Mark non esiste ed ora si spera che la Prati torni ad essere “Quella che fa fatto il Bagaglino” e basta.

Questo con estrema sintesi è il riassunto “riassuntissimo” di uno dei capitoli più trash della televisione italiana.

Ma il vero protagonista di questa storia è lui: Marco Caltagirone.

Esiste o Non esiste?

Per intere settimane quotidiani autorevoli, telegiornali nazionali se ne sono occupati:  tutti scrivevano di lui, cercavano tracce in giro per il mondo, volevano una sua foto.

Perché diciamoci la verità in un mondo dove tutti vogliamo apparire, ci scattiamo selfie e ci geolocalizziamo ovunque uno che non c’ha manco un mezzo profilo Facebook fa assai strano.

L’ignoto, il non detto, da sempre affascinano.

Peccato che questa volta questa sfumatura dell’identità nascosta sia servita per un teatrino becero e di pessimo gusto.

Le false identità, gli pseudonimi sono stati invece alcuni dei marchi di riconoscimento per importanti artisti di cui Napoli è degna testimone.

Da un alone di mistero è coperta, per esempio, l’identità di Banksy, uno degli street artist più famosi al mondo che a Napoli ha “lasciato” la sua unica opera in Italia.

È la “Madonna con la Pistola” e si trova in piazza Gerolomini, a pochi passi da via Duomo.

Del famoso artista si sa che è nato a Bristol (Gran Bretagna) ed ha 45 anni, ma nulla di più.

In giro per il mondo ci sono le sue opere che sono spesso a sfondo satirico e riguardano argomenti come la politica, la cultura e l’etica.

Tra gli “ignoti” di qualità come non citare Elena Ferrante che con la sua “Amica Geniale” è riuscita a conquistare tutti: dai critici dei circoli letterati alla signora del “vascio” che  si è appassionata alle vicende di Lila.

Il settimanale Time nel 2016 ha inserito la scrittrice anonima tra le 100 persone più influenti al mondo.

Ma chi è Elena Ferrante?

Tra le ipotesi fatte sulla vera identità quella più accreditata  è quella che afferma che la Ferrante sia Anita Raja, traduttrice e saggista napoletana, moglie dello scrittore (non anonimo) Domenico Starnone .

Quando si parla di Napoli e di artisti anonimi è impossibile non pensare a Liberato, il talento musicale con milioni di view sul web.

Parte il 13 febbraio 2017 con la canzone “Nove maggio” e diventa una vera e propria star da milioni di visualizzazioni su Youtube.

Ma chi è Liberato?

Alcune tesi lo vorrebbero giovane detenuto nel carcere minorile di Nisida, altri dicono che si tratti di Livio Cori, l’artista che quest’anno ha duettato con Nino D’Angelo al Festival di Sanremo.

C’è chi afferma che si tratti di un progetto di viral marketing costruito a tavolino.

Perché il fascino dell’ignoto, si sa, genera dei veri e proprio eroi.

Dopo tutto  Superman e Batman ci piacciono soprattutto per quell’alone di mistero che li circonda.

E Bansky, Elena Ferrante e Liberato sono un po’ anche loro dei supereroi moderni che riescono, attraverso la loro opera artistica, a smuovere coscienze.

Il problema serio è quando poi questa “tecnica” dell’ignoto serve a degli incapaci per andare in televisione e far palare di sé.

Quindi un consiglio, ogni volta che vedete Pamela Prati (o chi per lei) in Tv che parla di Mark Caltagirone, ricordatevi di me e fate così, spegnete il televisore e fate una di queste cose:

-       leggete un libro della Ferrante

-       ascoltate un pezzo di Liberato

-       preparate un bel tour alla scoperta della street art a Napoli (ce ne sta assai)

 

Un’ultima cosa:“Ciao Mark. Con Pamela Prati t’è scansat nu fuoss”

                                                              

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