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Ecco a noi l’Edenlandia: torna la graffa e con lei la magia

ednalandia"L’attesa è finita”, così la pagina ufficiale di Edenlandia, lo storico parco divertimenti di Napoli, annuncia la riapertura.

Dopo un po’ di anni (nel 2013 la struttura è stata chiusa) dal 26 luglio 2018 il parco di divertimenti di Fuorigrotta riapre al pubblico e finalmente potremmo riandare tutti nei tronchetti, nella macchine tozzi-tozzi (per quelli sopra Caianello le autoscontro) o nelle montagne russe (quella roccia alla fine della prima discesa ancora me la sogno di notte).

Perché per i Napoletani Edenlandia non è un normale parco giochi, ma molto di più.

Edenlandia rappresenta l’infanzia, la spensieratezza, le domeniche in famiglia di molti di noi.

Apre nel 1965 ed è nientepopodimeno che il primo esperimento europeo di parco tematizzato, ispirato a quello nato 10 anni prima in California: Disneyland.

In altre parole, il primo “pezzotto” di Disneyland (anche il logo blu con scrittura gotica si ispira a quello del parco americano).

Negli anni ‘80 diventa il parco divertimenti più famoso in Italia (Prezzemolo di Gardaland scansati e facci spazio) e chiaramente tutti noi, ex giovani degli anni ‘80-‘90, abbiamo un sacco di ricordi legati al parco.

Ho fatto un giro sul web tra amici e parenti chiedendo a tutti un ricordo e il primo in classifica è indistintamente quello della graffa.

Credetemi alla parola Edenlandia l’ottanta per cento ha risposto con ancora l’acquolina in bocca “la graffa”.

Allora voglio tranquillizzare tutti, specialmente Daniela che pagava 4 mila lire l’ingresso solo per entrare e comprarsi la mitica graffa, anche nella “versione moderna” dell’Edenlandia ci sarà l’odore di olio fritto e zucchero che si sentiva appena varcavi l’ingresso del parco e passavi sotto gli archi colorati.

Parola di Casa Infante, che dalla loro pagina ufficiale annunciano "Abbiamo la graffa quella vera, quella fatta con la ricetta storica degli archivi dell’ Edenlandia"

Schermata 2018 07 24 alle 14.22.18

 

Certi luoghi sanno di bello, raccontano la memoria di una città e l’Edenlandia (io ci aggiungerei pure l’Euromercato e le sue patatine superfritte) è sicuramente un posto da preservare.

Prima di vedere il parco dopo la ristrutturazione condivido con voi i flashback che mi sono arrivati e vi porto nella “nostra” Edenlandia, tra i ricordi e la malinconia dell’infanzia (continuate a condividere con noi i vostri racconti legati all'Edenlandia, aggiorneremo costantamente la pagina con i vostri commenti):

“I tronchi, che cosa bella: mio papà mi abbracciava forte forte per la paura che potessi cadere. Mia madre portava le buste di plastica perché “in gap a ess” io non dovevo bagnarmi. Ma era proprio quello il divertimento anche se l' acqua era verde”

Marco F. - Facebook

“Lo zucchero filato - disgustoso ma irrinunciabile - i tronchetti dove c'erano file interminabili. Ma la mia tappa preferita era il castello dei pirati. Quando prendevamo la zattera mi sentivo in una incredibile avventura anche se forse il tragitto durava pochi secondi. Ma il ricordo più forte era il momento in cui entravamo, guardavo quel parco di fronte a me e mi sembrava un sogno. Non sapevo da dove cominciare. Iniziavo a correre e a gridare ai miei genitori di sbrigarci perché non volevo perdere un attimo. Li sentivo chiamarmi”ferma ferma”, ma io continuavo ad andare con l'entusiasmo che solo un bambino può avere”

Manuela –Facebook 

Papà prima di sposarsi abitava nella Pignasecca. La domenica dai nonni quando non c'era il Napoli al San Paolo eravamo tutti lì. I Tronchi, il far west. La ciambella è la carta buttata nel cestino a forma di maiale. E l'immancabile gioco dei burattini...”

Vittorio -Twitter

“Facevo sempre il giro sul drago e speravo di prendere il fiocco per vincere un altro giro, ma puntualmente qualcuno più grande e alto, lo prendeva prima di me. Quando divenni un pochino più grande, riuscii finalmente a prendere quel fiocco. Fu una tale soddisfazione vincere il giro in più.”

Valentina – Facebook

“L'indimenticabile graffa e il trenino che c'era appena entravi. Sembrava di fare veramente un giro intorno al mondo e ricordo che a un certo punto appariva una tipica casa cinese!”

Gabriella –Facebook 

“Io ricordo le montagne russe anche se in realtà non ci  sono mai salito. Mio padre mi raccontava, credo per scoraggiarmi, di milioni di ragazzi morti su quella giostra”

Stefano – Whatsapp

“Io mi ricordo del percorso horror che si faceva a piedi. Una sera eravamo tutti insieme e Alessia, mia sorella, nella stanza del soffitto che si abbassava si spaventò talmente tanto -  fece la cosidetta “vermanata” - che mio padre dovette chiedere di fermare tutto e farla uscire subito”

Mariarosaria -whatsapp

“Portai la mia attuale moglie, uno dei primi appuntamenti all’Edenlandia. Il primo bacio nella giostra che girava veloce.Nel momento che si abbassò la cappotta scattò il bacio. Siamo insieme da 15 anni.”

Joe – Twitter

“La casa delle beffe..divertentissimo...si entrava nell'ascensore che poi si bloccava...poi in un altro corridoio stretto il pavimento si muoveva..alla fine del percorso per uscire si camminava in una botte roteante...quanti ricordi”

Rita – Facebook 

“La casa delle streghe ... la prima prova di coraggio!”

Daniela - Facebook

La casa degli specchi...un pianto memorabile, una paura fottuta di non uscire più! Per non parlare della casa delle streghe, a me sinceramente faceva paura! Il ricordo indelebile però erano le montagne russe che a pensare oggi facevano più paura per la loro sicurezza che per il percorso!

Rossella S. - Facebook 

La domenica mattina era fisso, si andava all'Edenlandia. Io e mia sorella facevamo tutte le giostre con papà, dai terribili tronchi, dove io finivo avanti e non mi bagnavo, con enorme rammarico, alla casa delle streghe (da fare rigorosamente a occhi chiusi), al vecchio west... Adoravo tutto di quel parco. Quando diventammo grandi abbastanza guadagnammo il diritto di visitare il castello di lord sheidon, con il quadro che invecchiava, il soffitto che si abbassava e la testa della veggente... Che, all'età di circa otto anni, mi sembró tremendamente inquietante. Un solo gioco facevamo con mamma, il trenino. Era il gioco che facevamo a fine giornata, ed era divertentissimo, ci sembrava davvero di aver fatto il giro del mondo in quei pochi minuti. L'edenlandia è un insieme di odori, suoni , musichette.. Un pezzo di infanzia

Sara S. - Facebook

La Taverna dei pirati, la casa degli specchi, la giostra dove ad un certo punto, dovevi darti uno slancio, alzarti in piedi e strappare il fiocco ad un grosso pallone. Io non vi arrivavo, ma i miei fratelli più grandi si, ma volevo provarci anche io. Così un giorno il mio papà, mi prese in braccio e mi alzo` in alto appena ci trovammo sotto al pallone ed io strappai il fiocco. La giostra era proprio difronte al maialino mangia carte che appena gli davi mangiare un po' di carta, (di solito, io e miei fratelli gli davamo quella tutta unta che conteneva la famosa Graffa) grugniva in maniera orrenda, mi spaventava, ma mi faceva anche ridere. Tornando a casa, papà fece giurare a me e ai miei fratelli di non raccontare nulla né della giostra e né della graffa a mamma e di mangiare tutto a tavola.

Paola A - Facebook

Mi ricordo la casa degli specchi, camminavamo in fila io, mio fratello dietro e mia sorella avanti che all'epoca era una bambina, le tenevo la mano come se volessi proteggerla, ma essendo lei la prima della fila non so quante capocciate diede nei vetri di quel labirinto

Orsola - Facebook

Ricordo che c'era anche la carovana degli indiani e regalavano il cappellino di cartone con la penna da indiani.Bei ricordi, era una grande festa quando ci andavamo,a volte,nella stessa giornata andavamo anche allo zoo, che se ricordo bene era proprio di fronte,ero felicissimo. Se quando l'anno chiusa avessero chiuso dentro anche me fermando il tempo a quei giorni l'avrei fatto, ho un bel ricordo di quel posto.

Massimo - Whatsapp

Non me la sento proprio di esimermi dallo scrivere un post "amarcord" sulla riapertura dell'Edenlandia. Insomma ragazzi, quanti ricordi. Le mazzate per chi si dovesse accaparrare il posto davanti sui tronchi, l'immancabile colpo di frusta delle montagne russe che te lo portavi a casa a mò di gadget, gli intramontabili tozza-tozza (si, ok, autoscontro, ma fatemi il piacere!) che vincevi la gara con gli amichetti se gambizzavi con un colpo secco l'addetto al recupero automobiline. Insomma, L'Edenlandia come simbolo dell'infanzia anni '80: Colorata e Tossica, ha contribuito a renderci gli adulti bastardi che siamo oggi.

Chiara Reale - Facebook

Belle le domeniche all'Edenlandia,entravi e venivi rapita da quella magia,colori,musica e l'odore della graffona.
Avevo paura delle Montagne Russe,mai andata e tutte quelle "più pericolose" ma nonostante ciò mi divertivo un mondo sui tronchi specialmente
Sosta fissa,la pesca e portavo a casa sempre un pesciolino rosso.

Luisa - Facebook

L'Autore
Giovanni Salzano
Author: Giovanni Salzano
Esperto di social media management, cura la rubrica di opinione Società.

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