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Quando smette di piovere, tutto trova un senso

When the Rain Stops FallingTrame che si intrecciano in un groviglio drammatico di eventi, non immediatamente comprensibile allo spettatore, che, solo a spettacolo concluso, arriva a comprendere esattamente le connessioni e i legami della intricata e dolorosa vicenda delle famiglie Law e York.

When the Rain Stops Falling (Quando smette di piovere) ci parla di matrimoni spezzati e morti accidentali, di verità taciute e di destini che si incrociano facendoci viaggiare dal 1959 al 2039, da Londra all’Australia, fino alla fine del mondo, sullo sfondo di una pioggia battente che non accenna a dare tregua.

Una struttura drammaturgica “cinematografica”  

La cosa particolarmente interessante dello spettacolo, in programma al teatro Bellini di Napoli fino al 16 febbraio, è che è costruito con la tecnica cinematografica della sovrapposizione spazio-temporale: artificio facile da declinare sul grande schermo ma difficile da portare al teatro. Invece, i nove bravissimi attori (Caterina Carpio, Marco Cavalcoli, Lorenzo Frediani, Tania Garribba, Fortunato Leccese, Anna Mallamaci, Emiliano Masala, Camilla Semino Favro, Francesco Villano) protagonisti diretti da Lisa Ferlazzo Natoli nella drammaturgia dell’australiano Andrew Bovell ci riescono alla perfezione.

I diversi fili narrativi, il graduale sovrapporsi delle temporalità e i destini delle quattro generazioni che si incrociano, ci raccontano una corrispondenza così profonda tra le esperienze di ognuno dei personaggi da suggerire che negli alberi genealogici non vi siano ‘scritti’ solo i nomi dei protagonisti, ma anche i loro comportamenti, le inclinazioni, i desideri e gli errori. Un vero e proprio viaggio nel tempo dall’architettura narrativa nitida: è senza flashback che i personaggi, da vecchi e da giovani, entrano ed escono da un quadro all’altro, da un paesaggio all’altro, con un ritmo così incalzante che anche lo spettatore si ritrova a viaggiare nel tempo guidato dal ripetersi di alcune azioni, dal riproporsi di alcune battute o elementi narrativi. È sul tempo stesso che ci si interroga, ‘piegandolo’ in avanti, per lasciare entrare il futuro e i suoi fantasmi, o, con improvvise ‘interferenze’, aprire il presente a squarci di passato.

L’angoscia dell’incomunicabilità umana

Ma When the Rain Stops Falling è soprattutto il racconto angosciante e universale dell’incomunicabilità dell’essere umano coinvolto nelle sue varie relazioni e “costellazioni familiari” - in primis padri-madri-figli, mariti-mogli – costantemente in bilico tra la possibilità di fare da solo il proprio destino e la consapevolezza che sia molto spesso il caso a scegliere per noi, in barba ai principi posti dal pensiero illuministico, a partire dalla Enciclopedie di Diderot (non a caso molto spesso citato nell’opera in scena). Quanto possiamo determinare il nostro domani se le intemperie continuano a condizionare la nostra vita quotidiana? Quanto siamo in grado di scegliere la nostra strada per la felicità? Quanto le scelte dei padri ricadono su quelle dei figli? Quanto siamo in grado di fermare l’ondata di ostacoli e, ancor di più eventi tragici, che incontreremo senza dubbio sul nostro cammino?

Uno spettacolo senza dubbio drammatico ma che fa certamente riflettere, soprattutto dopo la visione, quando tutto diventa finalmente chiaro. La conclusione lascia intravedere una timida speranza in uno scenario caratterizzato per lo più da suicidi, pedofilia, malattie, abbandoni, mal di vivere, rapporti irrisolti, infelicità: forse non tutto è perduto, l’ultimo anello della catena si riconcilia, in qualche modo, col suo passato, a dimostrare che, in fondo, nonostante tutto, le radici sono importanti. Succede quando cala il silenzio, perché finalmente smette di piovere.

La traduzione è di Margherita Mauro, il progetto di lacasadiargilla; scene di Carlo Sala; costumi di Gianluca Falaschi; disegno luci Luigi Biondi; disegno del suono Alessandro Ferroni; disegno video Maddalena Parise; produzione Emilia Romagna Teatro Fondazione, Teatro di Roma – Teatro Nazionale, Fondazione Teatro Due; con il sostegno di Ambasciata d’Australia e Qantas.

Durata 2h senza intervallo

 Cosa: Spettacolo “When the rain stops falling”

Dove: Teatro Bellini, Napoli

Quando: In scena fino al 16 febbraio

Orari: feriali ore 21, mercoledì e sabato ore 17,30 e 21, domenica ore 18

Prezzi: da 14€ a 32€ ridotto - 15€ under29

L'Autore
Maria Nocerino
Author: Maria Nocerino
Sociologa e giornalista pubblicista, è specializzata nel giornalismo sociale. Collabora con l’agenzia di stampa Redattore Sociale e con il quotidiano Roma per le pagine della Cronaca.

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