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Claudia Federica Petrella. Con Koprifuoco vi strappo un sorriso

koprifuoco petrellaPuò un Decreto Ministeriale che impone misure restrittive alle libertà dei cittadini essere di ispirazione per un programma televisivo umoristico? A Napoli si.

È ciò che è successo con “Koprifuoco”, programma di intrattenimento che va in onda dal lunedì al venerdì su Canale21 a partire (DPCM docet) dalle ore 23. A presentarlo, insieme al duetto comico “Made in Naples” per eccellenza Lino d’Angiò e Alan De Luca, c’è Claudia Federica Petrella, attrice che si è già distinta nel mondo teatrale e  cinematografico  e che adesso il pubblico scopre piacevolmente anche in TV, proprio grazie al programma. In Koprifuoco interpreta, fra realtà e finzione e con una buona dose di autoironia, una presentatrice con la testa sempre un po’ fra le nuvole, portando una ventata di freschezza e anticonvenzionalità che fra i telespettatori non è passata inosservata.

Ed è proprio con Petrella che scambiamo due chiacchiere. Non solo sul programma che sta co-conducendo su Canale 21, ma anche e soprattutto su cosa voglia dire essere una attrice “a tutto tondo”, sulle difficoltà dello spettacolo dal vivo vissute in questo periodo di chiusura legato all’emergenza Coronavirus e sulla capacità di reinventarsi ogni giorno.

Con i teatri chiusi attori, addetti ai lavori e appassionati sono tutti un po’ orfani. Come sta vivendo questo momento così difficile soprattutto per i lavoratori dello spettacolo dal vivo?

I Teatri sono stati i primi a chiudere e saranno probabilmente gli ultimi ad aprire. Per lavoro mi divido tra Napoli e Roma, e proprio a Roma ho “subito” la sospensione, per ben due volte,  dello spettacolo “Nanassa” di Scarpetta, in cartellone al Teatro Prati. È un periodo difficile, che si traduce in un rallentamento per il mondo del cinema e del teatro, una necessità di riorganizzazione che però è possibile superare, mentre lascia nel buio chi calca le quinte teatrali. Io sono però una di quelle persone che credono che dalle crisi possano venir fuori nuove opportunità, che possano essere punti di partenza per esplorare nuovi ambiti, per crescere. In realtà è proprio questo che fanno i creativi. Nel corso del primo lockdown ho studiato e sperimentato, divertendomi anche a recitare favole per bambini sul web.

koprifuoco

Continua la collaborazione con Casa Surace. La vediamo ogni giorno, esclusi sabato e domenica, in diretta su Canale21. In realtà lei sta lavorando tantissimo. Quali sono le criticità che si incontrano in questo momento?

Con “Casa Surace” sto girando proprio in questi giorni una serie di nuovi video. C’è stata la necessità di rivedere i copioni, lavoriamo seguendo i regolamenti relativi alla sicurezza e al distanziamento. Facciamo tamponi e abbiamo lunghi periodi di pausa. Come dicevo, i ritmi sono rallentati ma riusciamo con tanta buona volontà ad andare avanti. Stesso discorso vale per Koprifuoco: andiamo in onda praticamente a porte aperte, cerchiamo di mantenere il distanziamento, ci affidiamo ai collegamenti on-line. Un grandissimo lavoro è fatto da chi è dietro le quinte: regista, montatori, tecnici, riescono a rendere tutto perfetto, a mascherare i momenti di difficoltà, i piccoli incidenti che sempre possono capitare in uno spettacolo in diretta.

Sebbene il suo sia un volto noto anche in ambito televisivo, questa è la sua prima grande esperienza televisiva. Come sta affrontando questa nuova avventura?

Koprifuoco è nato nel giro di tre giorni, proprio nel momento in cui venne diffusa la notizia che la Campania sarebbe divenuta zona rossa. Tre giorni prima, nell’attesa che il decreto divenisse esecutivo, il direttore di Canale 21 Gianni Ambrosino, Alan De Luca e Lino D’Angiò si riunirono per pensare insieme su come fare a rendere più allegre le serate delle persone costrette in casa. Fu in occasione di quell’incontro che nacque l’idea e quella stessa sera ricevetti la telefonata di Alan che mi chiedeva se fossi interessata al progetto. Il giorno dopo eravamo in riunione e quello dopo ancora in diretta.

Nonostante il medium televisivo, Koprifuoco attinge molto dal mondo del teatro, ad incominciare dalla scenografia…

La scaletta arriva cinque minuti prima della diretta e ho grande libertà di creare il personaggio puntata dopo puntata. Insomma, si tratta di un’improvvisazione ragionata, ma in fin dei conti è proprio questa l’arte della recitazione: reazione. Il mio personaggio cresce e si modifica giorno dopo giorno. Certo, ci sono anche molte difficoltà: in primis quella di confrontarsi con i ritmi televisivi. Alan e Lino sono in questo grandi maestri che però lasciano anche molta libertà. Libertà vuol dire prendersi responsabilità, ed è per questo che vivo questa esperienza come una grande palestra. Rivedo sempre le repliche perché imparo tantissimo.

Progetti per il futuro…che possano essere anche di buon auspicio per una ripresa effettiva?

Temo che per il teatro dovremo aspettare la primavera. Sono però positiva sulla capacità dell’arte di uscire dai canali soliti, di sperimentare nuove strade.  Avrei dovuto iniziare a novembre le riprese del nuovo film di Vincenzo Salemme, artista a cui sono molto legata perché proprio con lui ho debuttato all’età di 19 anni. Tutte le cose che ho fatto con lui, anche le piccole parti, sono state sempre di grande soddisfazione e ricordate dal pubblico. Le riprese sono slittate a gennaio. Non possiamo fare altro che tenere le dita incrociate.

L'Autore
Chiara Reale
Author: Chiara Reale
Si occupa di promozione, strategia di comunicazione e management nel settore arte e cultura. Cura mostre di arte contemporanea ed eventi culturali.

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