martedì 13 NOVEMBRE 2018
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Fronte del porto: Gassmann al Bellini con una storia sociale

fronte del portoLa Napoli degli anni Ottanta fa da sfondo alla storia di soprusi e di lotta per la libertà che Alessandro Gassmann porta al Teatro Bellini dove dirige  Daniele Russo in Fronte del porto, con   l’adattamento  teatrale firmato da Enrico Ianniello,  immaginato a partire dall'omonima opera dell'americano Budd Schulberg (a sua volta ispirato da un'inchiesta giornalistica dell'epoca, diventata la base della sceneggiatura del film di Elia Kazan che vinse otto oscar nel 1954) e dall’adattamento teatrale realizzato, in seguito, dall'inglese Steven Berkoff.

Siamo nella Napoli di quasi 40 anni  fa: i colori della moda sono sgargianti, la sonorità è quella dei film dell’epoca e un cast di 12 attori straordinari porta in scena una storia corale dalla forte carica emotiva e sociale, fatta di relazioni intense e rabbiose e di atmosfere cariche di suspense.

fronte del porto Scena Bar

Una comunità di onesti lavoratori sottopagati e vessati dalla malavita organizzata trova, attraverso il coraggio di un uomo, la forza di rialzare la testa e fare un passo verso la legalità, la giustizia, la libertà.

Il testo di Ianniello trasferisce Fronte del Porto nella Napoli dei primi anni ‘80 con riferimenti alla musica e ai miti di quel tempo (come  Patrizio Oliva, sicuramente un modello per il protagonista) e con un napoletano che si va italianizzando.  “Era un’epoca in cui la città stava cambiando pelle nella sua organizzazione criminale; gli anni del terremoto, gli anni di Cutolo. Anni in cui il porto era sempre di più al centro di interessi diversi, legali e illegali”, dice l’autore, che conclude: “Purtroppo non è stato necessario inventarsi nulla per restituire credibilmente le storie di caporalato, soprusi e gestione violenta del mercato del lavoro in quello specchio della città che è il nostro Fronte del porto”. “Credo che in questo momento in questo paese non ci sia storia più urgente da raccontare di Fronte del Porto” spiega Gassman. “Come già avvenuto per ‘Qualcuno volò sul nido del cuculo', anche in questo caso la scelta è caduta su un testo ed una tematica che mi coinvolgono profondamente e che portano verso una ricerca di libertà faticosa. Ricostruiremo la vita del porto, le vite degli operai, i loro aguzzini, attaccandoci ai suoni, ai rumori, ai profumi ed alla lingua di questa città”.

Napoli - Teatro Bellini fino al 25 novembre 2018

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