martedì 11 DICEMBRE 2018
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I ragazzini in miniera dalla sicilia al sud del mondo

PINUCCIO STORIA DI UN CARUSUTre chilometri per crescere troppo in fretta, per smettere di essere bambino e diventare un minatore. Per lasciarsi alle spalle la voglia di giocare e l’esigenza di conoscere e calarsi in un cunicolo di una manciata di centimetri, dove il sole non arriva, con la costante paura di una frana e l’ossigeno che è sempre troppo poco.

Tre chilometri per diventare un “caruso”, uno dei ragazzini che hanno passato l’infanzia a scavare nelle miniere siciliane, in particolare in quella di Gessolungo, nei pressi di Caltanissetta, in una delle terre più ricche di zolfo. Parte raccontando da questa storia, e onorando la memoria di quei ragazzini strappati all’infanzia, “Pinuccio – Storia di un carusu”, dell’attore e regista siciliano Aldo Rapè col musicista nisseno Sergio Zafarà, che ritorna sul palcoscenico del Teatro Elicantropo di Napoli. La prima dello spettacolo sarà giovedì 6 dicembre alle 21, con repliche fino a domenica 9. Lo spettacolo, insignito come Miglior Monologo al Premio Internazionale Tragos per il Teatro e la Drammaturgia al Piccolo Teatro di Milano nel febbraio 2017, è stato selezionato per il Festival Internazionale di Avignon 2019, dove verrà presentato in francese. La storia che sarà raccontata in scena parte dalla vita estrema dei “carusi”, molti dei quali morirono in gravi incidenti avvenuti nelle miniere: nel 1881 a Gessolungo uno scoppio di grisù, innescato da una lampada ad olio, uccise 65 minatori, tra cui 19 ragazzini, 9 dei quali rimasti senza nome; nel 1958, in una esplosione simile, persero la vita 14 persone e 58 rimasero ferite. Ma ci sarà spazio anche per il riscatto, per una storia d’amore tra un bimbo e il padre e per raccontare il mondo delle miniere e quelle realtà sparse per il mondo dove, ancora oggi, lavorano e muoiono migliaia di carusi che parlano una lingua diversa ma vivono la stessa vita. “Un racconto didattico, ricco d'immagini e suoni - sottolinea Aldo Rapè - che svelerà le tecniche di estrazione e trasporto dello zolfo, le condizioni di vita dei minatori, l'impiego dei carusi, ma, anche la miniera come risorsa economica per molte botteghe e i rari momenti di svago dei lavoratori come le passeggiate in piazza o le bevute in osteria”.

(Nico Falco)

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