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Soliloqui per pile esauste

soliloqui per pile esausteUn soliloquio a più voci per dire, non dire dell’opprimente tempo balordo che abitiamo nelle infinite sfumature dell’essere esausti. “Soliloqui per pile esauste”, drammaturgia e regia di Massimo Finelli all’Asilo, sabato 15 giugno, alle 21.00.

Uno nessuno e centomila, l’essere compresso in un tempo liquido e al contempo troppo pesante, si moltiplica e si manifesta nelle sfumature minimali del quotidiano, cammina sul filo come un clown, straborda i confini, mette radici in uno spazio chiuso e cresce al contrario verso il basso.

“Nel tempo balordo che abitiamo è abbastanza complicato trovare storie da raccontare che non abbiamo lo stigma dell'insignificanza – spiega Massimo Finelli-. Ci si prova a fare la morale, a sostenere cause apparentemente divergenti, ma tanto profondamente integrate nella spugna assorbente del capitalismo che alla fine l'anomalia è solo apparente, perché la richiesta in fondo è sempre quella di un'integrazione, una normalizzazione. Propendo per la non-integrazione, le sacche di resistenza, le differenze inconciliabili. È questa la ragione per la quale racconteremo frammenti di storie quotidiane, semi narrativi piantati nelle biografie dei singoli attori e in quella del regista, attore che delega”.

A dare voce e corpo ai frammenti: Sissy Brandi, Annamaria De Bellis, Alessandra del Giudice, Bianca De Marco, Michele Luciano, Monica Maddalena. Drammaturgia e regia di Massimo Finelli, aiuto regia Patrizia Eger, disegni di Maria Vittoria Rossi.

Il tema comune è il fallimento, l'insignificanza, la mancanza a essere, la stessa che rende il linguaggio incapace di verità. In assenza di quella tanto vale godersi le azioni a vuoto del teatro e i fuochi d'artificio del linguaggio, le sue esplosioni, la sospensione silenziosa fra un tentativo di franchezza e l'inevitabile ridicolo che comporta. L'unico testo spurio, privo di riferimenti autobiografici, inserito nei soliloqui e scritto da un pazzo un paio di secoli fa, propone una interpretazione divertente dell'essere umani: avremmo la stessa funzione dei milioni e milioni di mosche che affliggono l'estate.

“Nella presentazione di O'Lab, il laboratorio teatrale ospitato da L'Asilo, quasi un anno fa il regista scriveva: “C’è dell’altro in Danimarca. Cosa? Un buco. In mezzo? Da qualche parte. Chi l’ha scavato? C’è da sempre. A che serve? Ai resti dello scavo, alla terra sul perimetro. Al bordo. A che serve il bordo? A piantarci i fiori.  I soliloqui provano a descrivere il bordo e lasciar intuire i fiori”.

All’Asilo non c'è una direzione artistica, i concerti, gli spettacoli, le proiezioni, gli incontri sono ad organizzazione diffusa e ad ingresso libero. È gradito un contributo a piacere che serve ad abbattere le spese minime e a dotare gli spazi dei mezzi di produzione necessari ai lavoratori dello spettacolo, dell’arte e della cultura per portare avanti la sperimentazione politica, giuridica e culturale avviata all’Asilo.

Cosa: Soliloqui per pile esauste, di e con la regia di Massimo Finelli.

Quando: sabato, 15 giugno.

Dove: l’Asilo, vico Giuseppe Maffei 4, 80138 Napoli

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