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A teatro, la “personale” di Pino Carbone

ASSEDIO una scenaDa giovedì 10 ottobre a domenica 13 ottobre, Teatro Nuovo e Sala Assoli mettono in scena Assedio e ProgettoDue, un dittico/maratona dell’autore e regista Pino Carbone.

Presentato in anteprima alla Biennale Teatro di Venezia, promosso e condiviso da Teatro Pubblico Campano e Casa del Contemporaneo, il percorso artistico teatrale di Pino Carbone, presentato da Teatri Uniti in collaborazione con Ex Asilo Filangieri, approda a Napoli.

Saranno due le creazioni nelle sale di Montecalvario, a partire da Assedio, che, da giovedì 10 a domenica 13 ottobre, inaugurerà la stagione teatrale 2019/2020 del Teatro Nuovo, e ProgettoDue, che, da venerdì 11 a domenica 13 ottobre, nella Sala Assoli, darà vita alla “Maratona Sopra/Sotto”.

Tra scritture inedite, richiami ai classici e impegno civile, il teatro del quarantunenne napoletano affronta il tema del conflitto: dal conflitto interiore a quello relazionale, fino al conflitto sociale e alla guerra.  

Assedio, in prima teatrale a Napoli, è un lavoro di adattamento e riscrittura dal Cyrano de Bergerac, classico di Edmond Rostand di fine ‘800, che trasporta l’eroe romantico ai nostri giorni, sullo sfondo dell’assedio di Sarajevo, quando la guerra irrompe nella vita con le sue devastazioni mutandone per sempre i destini. L'amore tra Rossana, Cristiano e Cyrano, diventa in astratto il "concetto d'amore" che s'incontra con i concetti di bellezza e poesia. Ma la guerra non s'intende di bellezza, e non si intende di poesia. Assedio è un lavoro sulle conseguenze del conflitto, sulla perdita, sulla distruzione e sul tentativo emotivo di ricostruire. Un lavoro in balìa della poesia e della guerra: come un racconto di bambini che vogliono giocare alla loro storia, senza essere sgridati o interrotti dai grandi.

Assedio riscrittura di Pino Carbone da Cyrano de Bergerac di Edmond Rostand con Anna Carla Broegg, Francesca De Nicolais, Renato De Simone, Alfonso Postiglione, Rita Russo. Musiche e suoni originali eseguiti dal vivo Alessandro Innaro e Marco Messina, scenografia Luca Serafino,costumi Annamaria Morelli, disegno luci Lucio Sabatino, suono Francesco Troise. Aiuto regia Giovanni Del Monte, assistente alla regia Maria Pia Valentini. Regia Pino Carbone.

PROGETTO 

ProgettoDue nasce dall'accostamento in sequenza di PenelopeUlisse (2017) e BarbablùGiuditta (2010), variazioni sul tema della fiaba e del mito uniti dal genere melò e con un rovesciamento di senso finale.  Passato e presente, fiaba e mito, il mostro (Barbablu) e l'eroe (Ulisse) si “incontrano” in uno spazio teatrale che racconta l’incontro e lo scontro tra il privato e il pubblico, tra la sottomissione e la ribellione, tra l'accettazione e la resistenza, tra la paura e i desideri, la solitudine, l’innocenza e la colpa. ProgettoDue si nutre di due incontri vissuti in apnea dai protagonisti, che solo nel finale, tragico in un caso e lieto nell'altro, ricominciano a respirare come corpo unico. Il lavoro sui testi nasce per entrambi i lavori (una fiaba e un mito) da un gioco drammaturgico: il regista uomo ha scritto le parole dei personaggi femminili (Giuditta e Penelope) e le attrici quelle di Barbablù e Ulisse: un rovesciamento dei punti di vista.

PenelopeUlisse (2017 | 2019) di Pino Carbone e Anna Carla Broegg con Anna Carla Broegg e Renato De Simone, scenografia e regia Pino Carbone, musiche originali Camera

BarbablùGiuditta (2010 | 2019) di Pino Carbone e Francesca De Nicolais con Rita Russo e Luca Mancini, scenografia e regia Pino Carbone, musiche originali Camera, aiuto regia Giovanni Del Monte, assistente alla regia Maria Pia Valentini. 

Pino Carbone

Intervista a Pino Carbone  

Come nasce l’idea di una maratona teatrale sui suoi lavori?

Nasce alla Biennale di Venezia su proposta di Antonio Latella di portare più lavori che raccontassero e rappresentassero il mio percorso artistico come in una “personale” di teatro. Ecco l’idea di recuperare il lavoro su Barbablù e Giuditta nato 10 anni fa mettendolo in relazione con Penelope e Ulisse. E di portare Assedio, il mio nuovo lavoro. E’ quindi come mettere in scena passato, presente e futuro del mio percorso.

 

Lei è un regista giovane, vedere riconosciuto il proprio lavoro con una personale dimostra che il teatro è una strada possibile a Napoli.

E’ una grande soddisfazione, ma anche una responsabilità. Credo che il lavoro alla lunga da dei risultati se è un lavoro fatto in modo onesto ed è anche importante incrociare gli interlocutori giusti. Procedo per tentativi ed errori, cercando sempre di migliorare. Quando arrivano risultati importanti capisco che è la strada giusta. E’ un mestiere difficile, ma possibile.

Qual è il fil rouge dei suoi lavori?

E’ il conflitto da quello intimo, personale a quello sociale. Penelope Ulisse narra del conflitto nell’intimità della coppia, Barbablu è un mostro in conflitto con se stesso, e in Assedio c’è il conflitto sociale. Ciò che mi interessa del conflitto è il tentativo disperato e forte di superarlo non di aggirarlo.

C’è il conflitto e c’è l’amore in tutte e tre le opere…

L’amore attraversa un momento conflittuale in Penelope e Ulisse, che hanno una storia di 20 anni di non detti. È un dialogo su uno stato di cose, sull'accettazione o sul rifiuto. È il dialogo tra l’Eroe e l’Altro, sull'atto di liberarsi, non sul concetto di libertà. Barbablu prova a superare conflitto innamorandosi per 7 volte e sistematicamente viene tradito poiché tutte le donne entrano nella stanza da lui proibita. E’ un lavoro su amore e fiducia. In Assedio c’è uno dei conflitti sociali più forti della storia, quello di Sarajevo e le persone provano a tenersi in vita giocando ad una delle più grandi storie d’amore e di poesia: Cirano. Assedio è un lavoro sulle conseguenze del conflitto, sulla perdita, sulla distruzione e sul tentativo emotivo di ricostruire.

Crede che il conflitto sia particolarmente acuto oggi?

Non c’è stata un’epoca non conflittuale. Oggi è aumentata la separazione nelle relazioni umane. Viviamo in una società che dà la sensazione agli individui di essere autosufficienti da un punto di vista emotivo e relazionale e questo aumenta le distanze e spinge in modo pericoloso ad esaltare le differenze. Le differenze sono un bene ma vengono descritte come un male, e visto che siamo tutti diversi siamo anche tutti nemici.

E’ interessante che abbia fatto scrivere ai personaggi femminili i ruoli maschili e lei abbia scritto le battute delle donne…

Sono drammaturgo perché sono un regista e non il contrario, ho bisogno di sperimentare delle nuove forme espressive, e in questo caso è stato un gioco scrivere un dialogo immaginandomi io le ragioni di lei e lei le ragioni di lui lei. Questo occhio esterno ha permesso di svelare le ragioni profonde di uno rispetto alle ragioni dell’altro. Il tema è sempre quello di superare il conflitto senza aggirarlo.

Napoli è una città conflittuale?

 Napoli è sempre andata incontro al conflitto, non l’ha mai aggirato. Siamo abituati al conflitto e al tentativo di superarlo. Vediamo la nostra guerra. Non chiudiamo gli occhi.

Quali sono i progetti futuri?

Sto lavorando ad un progetto sul rapporto con la musica dove è il teatro a prestare servizio alla musica, con uno spettacolo che è quasi la regia di un concerto.

D’altra parte la musica ha sempre un ruolo importante nei miei spettacoli: Progetto Due è accompagnato dalle musiche originali dei Camera, e Assedio dalla presenza live di Alessandro Innaro e Marco Messina (99 Posse).

Assedio di Pino Carbone

Quando: Giovedì 10>domenica 13 ottobre 2019. Inizio spettacoli, rispettivamente, ore 21.00, 18.30, 19.00 e 18.30

Dove: Teatro Nuovo Napoli

Info: 0814976267 email botteghino@teatronuovonapoli.it

ProgettoDue di Pino Carbone

Quando: Venerdì 11>domenica 13 ottobre 2019 Inizio spettacoli ore 20.45

Dove: Sala Assoli Napoli

Info: 3454679142 email info@casadelcontemporaneo.it

L'Autore
Alessandra del Giudice
Author: Alessandra del Giudice
Sociologa, giornalista pubblicista e appassionata di fotografia, è specializzata nel giornalismo sociale e di viaggio.

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