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Mamma, mà! in tournée in Campania

MammamaSe avete perso Mamma, mà! monologo sulla maternità scritto da Massimo Andrei e interpretato da Daniela Ioia al Tram di Napoli dall’8 al 10 novembre sappiate che avete perso un piccolo grande capolavoro. Ma non disperate numerose sono ancora le date in Campania fino a maggio 2020.

Esilarante, avvolgente e allo stesso tempo profondo. Se avete bisogno di una sferzata di energia non perdete Mamma ma! Daniela Ioia, concentrato di dinamite e talento allo stato puro, interpreta una donna alle prese con un test di gravidanza. L’aspirante madre si pone le questioni: Aspetto un bambino? Sì? Quanto saranno determinanti le mie scelte sull’educazione dei miei figli? Che tipo di madre sarò?

Raccomandatasi a Santa Maria Francesca delle Cinque Piaghe, ribattezzata la Santa delle “gravidanze impossibili” e a Santa Patrizia la mamma decide di rimandare il test di gravidanza alla mattina successiva, intanto fa un incubo in cui si trova al cospetto di un fantomatico psicologo, in veste triplice.

L’incipit è l’escamotage per raccontare ben tre tipi di madri molto attuali: la madre che non riesce ad avere un figlio, quella che è vittima di una subcultura svilente che perpetua con le sue figlie e la madre pin up narcisista troppo presa da sé stessa per prendersi cura in modo responsabile dei figli. La Ioia diretta magistralmente da Gennaro Silvestro si cala anima e corpo in questi personaggi molto diversi tra loro, sperimentando e facendoci sentire amplificate - con cambi di voce, espressioni, ritmo e movenze- tutte le sottili sfumature costruite ad arte dal grande drammaturgo Massimo Andrei. Ioia ci spiega che è stata lei stessa a chiedere ad Andrei di scrivere un monologo per lei. Il risultato è un’opera intensa che vibra come una corda tesa dall’inizio alla fine sul filo di un’ironia mai banale. Andrei scava nelle viscere della maternità con un testo che fa appello ai 5 sensi non temendo di affrontare in modo diretto la carnalità e la materialità dell’essere madre e le contraddizioni del ruolo più impegnativo del mondo. Ruolo che a Napoli più che altrove è vissuto in modo drammatico e quasi epico, tanto che le tre donne in scena benché sembrino di primo acchito eccessive e sopra le righe risultano dopo poche battute assolutamente naturali. Si tratta infatti di donne profondamente umane che esprimono una grande forza nonostante i fallimenti e che raccontano un dramma che va al di là del proprio vissuto personale attraversando trasversalmente la crisi delle relazioni affettive del mondo contemporaneo.

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La tragedia della coppia che non riesce ad avere figli è di grandissima attualità data l’impennata verso il basso della fertilità maschile e femminile e Andrei trova un modo inedito per raccontarlo a partire dal corpo martoriato della donna offerto in pasto ai medici in nome di un amore ideale quanto illusorio che di fatto si smarrisce nella fatica di affrontare i problemi concreti e nell’inconsistenza e lontananza della figura maschile.

La seconda madre povera economicamente e culturalmente è, in tempi in cui la povertà assoluta non si arresta soprattutto al Sud, intramontabile. Andrei è capace di raccontare in modo delicato, nonostante la comicità e l’utilizzo molto verace dei detti e modi di fare napoletani che tuttavia non risultano mai volgari, il tema della violenza familiare che si perpetua da madre e padre ai figli. Con questo personaggio la Ioia si cala nelle mille paure ed emozioni di una madre che prende a morsi la vita nel deserto affettivo di cui lei stessa è vittima e artefice attraverso le critiche meschine dette alle spalle delle figlie e la sottomissione al marito con annessa giustificazione della violenza.

Daniela Ioia non solo interpreta in modo magistrale le tre madri, ma anche alcuni personaggi secondari che intervengono nel racconto come il figlio della pin up o la figlia della napoletana verace o il marito della donna che crede di non potere avere figli. Questo gioco del doppio piano della leggerezza-superficie-ironia e dello scavare nel profondo e nel dramma che l’essere o non essere madre comporta sono perfettamente in equilibrio e in dialogo costante tra loro e incollano lo spettatore alla sedia.

Quest’opera racconta la solitudine e il disorientamento delle madri e specularmente la profonda crisi del padre e dell’uomo. Non a caso i padri sono assenti: codardi nel primo caso, violenti nel secondo, in fuga nel terzo. E lo psicologo che dovrebbe ascoltare è forse solo una figura immaginaria.

Ecco le prossime date di Mamma Mà! 

  • 15 novembre - la Bottega- Caserta
  • 16-17 novembre Teatro Rostocco - Acerra
  • 23 novembre nella sede di Progetto Musica sarà il primo spettacolo della II edizione della rassegna Chi va in scena. Airola.
  • 12 gennaio Pontecagnano rassegna Assolo
  • 18-19 gennaio 2020 Teatro Civico 14
  • 8 marzo Teatro Tav - Frattamaggiore
  • 3 aprile Vayu Pozzuoli
  • 10 maggio Sala dei Baroni - Aversa

Leggi anche l’intervista a Daniela Ioia prima dello spettacolo: http://www.napoliclick.it/portal/il-click/9379-daniela-ioia-%C3%A8-mamma,-m%C3%A0-di-massimo-andrei.html

L'Autore
Alessandra del Giudice
Author: Alessandra del Giudice
Sociologa, giornalista pubblicista e appassionata di fotografia, è specializzata nel giornalismo sociale e di viaggio.

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