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Caine, storie di donne dietro le sbarre

caineUn documentario di inchiesta che racconta uno spaccato ma che è anche capace di emozionare e far riflettere: “Caine” è la storia di alcune donne dietro le sbarre e andrà in onda su Rai3 venerdì 3 luglio in seconda serata per “Doc 3 – Il cinema del reale”, un programma curato da Fabio Mancini.

L'autrice è Amalia De Simone (giornalista d'inchiesta nominata Cavaliere al merito della Repubblica dal presidente Mattarella per aver contribuito con il suo lavoro alla lotta alle mafie) con la collaborazione della giornalista Simona Petricciuolo e la partecipazione di Assia Fiorillo, una raffinata e emozionante cantautrice. Amalia De Simone e Assia Fiorillo, per mesi, hanno frequentato i penitenziari femminili di Fuorni-Salerno e Pozzuoli e hanno proposto un esperimento: la condivisione di storie e di ore di vita carceraria e la costruzione di una canzone scritta da tante mani che diventa il racconto autentico di una città controversa e appassionata, Napoli.

Un racconto tra vita quotidiana e mondo interiore delle detenute

La narrazione delle singole esperienze di vita delle detenute, intervallata da scene di quotidianità all’interno del carcere, si apre al racconto di un territorio, dei suoi problemi, della sua bellezza e della sua maledizione. La strada, la zona grigia di certi quartieri, l'ineluttabilità di certi destini, la vita criminale, il pentimento, il non pentimento, la maternità, l'esempio (nel bene e nel male), l'amore e la lontananza, la rabbia, il riscatto, l'omosessualità, il carcere e i diritti umani, la solitudine, la malinconia, le opportunità e l'assenza di opportunità, la discesa agli inferi o la risurrezione: sono questi alcuni dei temi che emergono in questo viaggio che ha la musica come linea guida e momento catartico.

Le storie di profonda umanità delle protagoniste 

C'è Anna, cresciuta in un quartiere in cui i bambini di 9 anni spacciano e per questo, dopo il suo arresto, uno dei suoi figli è stato dato in adozione. C'è Giusi, leader di una piazza di spaccio, che racconta dell'omicidio di una sua amica davanti al figlio neonato. Con Giusi c'è anche Jessica, giovanissima appartenente alla camorra. Le due ragazze si sono conosciuta dietro le sbarre e vorrebbero sposarsi presto. C'è Anna, detta Ciruzziello, omosessuale e con un fratello transessuale. Ha dovuto lottare per essere accettata e per proteggere il fratello. C'è Valentina, giovanissima rapinatrice per noia. C'è Claudia, che ha paura di uscire dal carcere perché in galera ha tutti i suoi progetti. C'è Mutu, con il corpo devastato dalle violenze degli uomini e ora in carcere per aver cercato di ammazzare il compagno. C'è Giovanna, che doveva scegliere tra la prostituzione e lo spaccio. E poi c'è la vita dietro le sbarre: i pranzi, i giochi, la sofferenza, i compleanni, il Natale, l'incontro con i bambini, le detenute anziane chiamate “zie” che fanno da mamma a tutte. 

caine 1

L’autrice Amalia De Simone: “Un doc di inchiesta ma capace di emozionare”

“È stato un lavoro con un chiaro punto di vista giornalistico, il mio, che ho fatto e faccio cronaca e inchiesta da tanti anni – spiega Amalia De Simone, autrice del documentario – Molte delle storie delle detenute le avevo vissute in prima persona dall’altra parte. Poi però nel corso dei mesi si è un po’ mischiato tutto e trascorrere tanto tempo con loro in carcere mi ha fatto comprendere meglio determinati contesti e la zona grigia che attraversa tante realtà e in particolare quella di Napoli. È stato un esperimento immersivo, emozionante e a volte anche doloroso ma sicuramente mi ha dato tanto. Grazie alla Rai e alla volontà di mandare in onda Caine, queste ragazze troveranno voce e un posto nel mondo che in questo momento non sentono di avere”. 

La colonna sonora del doc firmata da Assia Fiorillo

Assia Fiorillo, cantautrice raffinata e sensibile, è riuscita ad entrare nel cuore delle detenute e ad aprirlo. Nella canzone “Io sono te”, scritta con il contributo di Amalia De Simone e le stesse ragazze detenute, ci sono due mondi che si incontrano e si livellano attraverso la consapevolezza che l'errore può capitare a tutti e che non è indifferente nascere e crescere in determinati contesti o avere un vissuto declinato sul dolore o sulla rabbia. “Ho cercato di portare la musica dietro le sbarre come pretesto per parlarsi, confrontarsi, capirsi meglio – racconta – Mi sono messa sullo stesso piano delle detenute e così ci siamo ascoltate e siamo riuscite a scrivere qualcosa insieme che fosse autentico. Così è nata Io sono te, il primo singolo in uscita il 3 luglio che anticipa l’album previsto per ottobre. Non è stato un percorso occasionale ma abbiamo deciso di trascorrere in carcere tanto tempo proprio perché il rapporto diventasse vero e profondo. Quello che mi è ritornato da questa esperienza è impagabile”.

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