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Se Parigi tenesse lu mare…

parigi-metroIl bello delle feste dedicate ai santi patroni è che ognuno c’ha il suo e dunque non si corre il rischio, in caso di programmare una tre giorni di fuga, di overbooking da alta stagione.

Si dà il caso che quest’anno la festa di San Gennaro capiti fortunosamente di venerdì: perché non cogliere l’occasione al volo per visitare la più romantica delle capitali europee? La stagione è quella  ideale: non troppo caldo né troppo freddo, sì vabbè la pioggerella, ma al di sopra della linea gotica la pioggerella ti segue ovunque. I giorni sono pochini, è vero e qualunque guida turistica ci dirà come utilizzare al meglio le ore a disposizione, spesso suggerendo una modalità di soggiorno ossessivo-compulsivo-giapponese. Ma proprio perché di tempo ce n’è poco, forse potrebbe essere utile sapere cosa NON fare, così da evitare di perdere tempo inutile a fare cose dubbie, col rischio dunque di restare delusi. La Torre Eiffel, prima di tutto. Bella, bellissima, una filigrana che gratta le nuvole, ma che certamente non merita un’ascesa: chilometriche le file per raggiungere l’agognato ascensore, ingiustificato il costo del biglietto (fino a 15 euro), e per godere di cosa? Di un panorama che 9 volte su 10 è avvolto dalle nuvole. Non meno inutile è una sessione di shopping sugli Champs Elysee: dice, ma come, quella è la via dello shopping, sì, ma quello che non si dice, però, è che tutto costa terribilmente troppo, ingiustificatamente troppo, soprattutto perché c’è un rincaro di quasi il doppio rispetto ai prodotti che si trovano serenamente altrove. Inaccettabile anche il costo dei ritratti che gli artisti di strada di Montmartre realizzeranno con destrezza, costringendoci a stare fermi manciate di minuti con l’espressione delle mucche che guardano i treni. Fino a 50 euro il costo di un ritratto o di una caricatura, che una volta tra le nostre mani non sapremo dove mettere, come conservare e che naturalmente ci metteremo vergogna di appendere alle pareti di casa. Il Quartiere Latino si sa, è estremamente suggestivo ma meglio ingollarsi di baguette e crepes piuttosto che finire in un finto etnico dove avremo l’illusione di mangiare cibi esotici ed esclusivi, quando invece del loro paese di provenienza non hanno che un vago ricordo. Infine i musei: gloria e vanto della capitale francese, sono così spropositatamente immensi che sarà impossibile godere dei capolavori che custodiscono: Orangerie, Gare d’Orsay, Palais Pompidou, Palais de Tokio, e naturalmente il Louvre. Ognuno di essi merita una giornata dedicata, impossibile pensare di concentrare in una manciata di ore la visita anche di uno solo di essi.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

L'Autore
Sarah Galmuzzi
Author: Sarah Galmuzzi
Giornalista, mamma, grafomane, gattara, storica dell'arte, non necessariamente in quest'ordine, polemica fino alle bolle, odia le sopracciglia ad ala di gabbiano e i sottaceti, ma ama praticamente tutto il resto, soprattutto gli accessori king size. A memoria d'uomo nessuno è uscito vivo da una discussione con lei.

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