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Il viaggio silenzioso di Stefano

copertina lotumoloSi può camminare a piedi in silenzio durante il covid per mezza Italia? Stefano Lotumolo fotoreporter trentatreenne lo ha fatto. La sua vita è cambiata completamente dopo la malattia del cugino: il viaggio e fotografia sono diventate la sua strada e il modo di incontrare il prossimo nella solidarietà, come col progetto Africa Masterpiece Children di cui è presidente e ambasciatore.

Stafano Lotumolo è un altro protagonista degli articoli di viaggio di Napoli Click con il fil rouge: “viaggiare per vivere, vivere per viaggiare”. Leggete la sua storia nella interessante intervista che gli fo fatto rigorosamente in silenzio (via mail). Dopo un mese di cammino in silenzio Stefano è arrivato il 7 novembre a Riace dove ha incontrato Mimmo Lucano.

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Quando e perché la tua vita è cambiata?

La mia vita ha subito una rinascita quando mio cugino si è ammalato. Vivevo in Australia e in una settimana lasciai tutto, fidanzata, amici, per stare vicino a una delle persone più importanti della mia vita. Non ero felice, ero perso e non sapevo molto di me stesso. Salii sul volo di ritorno il 25 Dicembre 2016. Dopo 6 mesi e buone notizie dalla malattia, mi avventurai nel primo mio vero viaggio, tre mesi in solitaria in Africa. Da li è arrivata la fotografia ed ho iniziato a capire che avrei voluto mettermi al servizio del prossimo, ma ci sarebbero voluti altri tre anni per prendere consapevolezza.

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Viaggiare o fotografare cosa viene prima?

Non credo che una venga prima. Viaggio e fotografia vanno di pari passo, sono parte di me, vivo per viaggiare, per conoscere, per conoscermi, per vivere a stretto contatto con popoli lontani da cui abbiamo così tanto da imparare. La fotografia è il mio mezzo di comunicazione per esprimere quanto amo viaggiare e quanto amo le persone. Riuscire ad entrare in contatto con i soggetti che immortalo e sentire in loro fiducia. In quel momento nasce una vera e propria magia.

Quale incontro in viaggio ti ha colpito di più?

È stato il primo popolo lontano dai nostri immaginari che ho avuto l’onore di conoscere quando nel 2015 lasciai il mio porto sicuro e ogni anno sono tornato, forte di un legame vero di amicizia con Philipo e tutto il suo villaggio. Tra febbraio e marzo di quest’anno con Phil abbiamo portato a termine un reportage molto forte in cui abbiamo mostrato la realtà della Tanzania: dove la popolazione reperisce l’acqua, l’igiene inesistente. Abbiamo dormito in tenda per 3 settimane girando vari villaggi ed ho vissuto completamente come uno di loro, sono un Maasai.

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Da questo incontro nasce un progetto di solidarietà…

Il progetto nasce dal voler essere d’aiuto concretamente per la popolazione Maasai. Per questo, quando è arrivato il lockdown ho ascoltato la vocina dentro di me e tutto è accaduto. L’universo sa sempre quello di cui abbiamo bisogno e grazie all’aiuto dei membri dell’attuale team, siamo riusciti a registrarci in Italia con sede legale ad Olbia dove vivo da un anno con la mia compagna Ludovica e ci siamo uniti con la No Profit Shot Tanzania, operante da 3 anni in Africa. Abbiamo progetti riguardanti la sanità, l’educazione dei bambini e il miglioramento delle condizioni di vita delle donne Maasai. (Info: www.africamasterpiecechildren.org)

Ci parli del cammino che stai facendo a piedi dal centro al sud Italia. Perché il silenzio?

In una società̀ in cui la comunicazione va alla massima velocità, intraprendere un cammino silenzioso è un modo per riflettere e far riflettere su quello che stiamo perdendo: il rumore dei nostri passi prima di tutto, ma anche la coscienza del fatto che possiamo vivere leggeri, con uno zaino in spalla, con lo stretto necessario, perché́ in fondo il cammino è metafora della vita. Il silenzio è un modo di entrare ancora di più nel profondo della mia anima. Silenzio per ascoltare gli altri, senza essere io sempre al centro dell’attenzione.

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Quali tappe hai fatto? 

Sono tante, sono partito da Assisi il 4 ottobre passando da Spoleto, Terni, Rieti, proseguendo per tratti montani fino a Borgo San Pietro, al confine tra Lazio Abruzzo e Campania, sono arrivato senza essere allenato fino ai 1000 mt e poi sono sceso da Sora fino a Cassino, prima di entrare in Campania. Da Cassino mi sono fermata a Tora e Piccilli nel convento Francescano, un’oasi di pace. Poi sono a arrivato a Teano da Fra Fedele. Sono stato ospite in parrocchia a Capua, fino ad arrivare a Saviano, da lì ho proseguito per Corbara ed ho respirato il Vesuvio, la sua energia è potentissima.

Credi che oggi si parli troppo?

Penso che oggi si ascolti poco e si rifletta meno prima di parlare, tutti a dover per forza dire la loro. Per questo motivo ho scelto il silenzio, per mettermi in ascolto sempre di più.

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Come si può viaggiare in tempo di covid? Si può superare la barriera del distanziamento 'sociale’?

È difficilissimo. O si viaggia per lavoro o è quasi impossibile. Io mi sono inventato questo viaggio per evadere e per dare un esempio concreto e per mantenere viva la scintilla d’amore e di umanità. Rispettare le normative è fondamentale. Distanza, mascherina. Ci sto veramente attento anche per rispetto di chi mi ospita. Il rispetto è il minimo. Non parlando ma scrivendo è bellissimo. 

La comunicazione web è sufficiente per incontrare le persone? 

Il mondo è cambiato, ormai tante persone care ed importanti nella nostra esistenza le incontriamo sul web. Dipende da come ci poniamo, abbiamo il potere di attrarre a noi le persone in base a ciò che vogliamo.

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Nel frattempo stai realizzando un progetto fotografico.

Il progetto è pronto, ma poi è arrivato il covid ed abbiamo potuto lavorare soltanto 28 giorni quest’anno. Senza il covid non avremmo mai fondato Africa Masterpiece Children quindi va bene così. È un progetto in cui mostriamo il bello del mondo per noi, ovvero il sud est asiatico con la sua influenza buddhista e il reportage della Tanzania. Inoltre c’è una sezione sulle donne, fondamentali e centrali nella vita degli esseri umani se vogliamo dare equilibrio a questo mondo una volta per tutte. Inoltre abbiamo attivato la vendita online per chi volesse curiosare: https://www.stefanolotumolo.com/shop-foto/

Info: FB E IG @stefanolotumoloofficial

© RIPRODUZIONE RISERVATA

L'Autore
Alessandra del Giudice
Author: Alessandra del Giudice
Sociologa, giornalista pubblicista e appassionata di fotografia, è specializzata nel giornalismo sociale e di viaggio.

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