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Gesualdo. Alla scoperta del borgo irpino oggi fra i più Belli d’Italia

GesualdoUna nuovo diamante grezzo del territorio campano trova la luce: il borgo di Gesualdo, in provincia di Avellino, festeggia il 2022 entrando a far parte del prestigioso club deI Borghi più belli d’Italia.

L’Irpinia non è certamente nuova ad onorificenze di questo tipo: Gesualdo arriva dopo Zungoli, Monteverde, Savignano Irpino, Nusco e Summonte; mentre salgono a 12 i borghi campani presenti nella classifica.

L’itinerario

Perdendosi tra le vie, i vicoli e le piazze si possono ammirare monumenti, chiese e angoli caratteristici da secoli gelosi custodi: Gesualdo è un borgo che sorge nel cuore dell’Irpinia e che, fino a pochi mesi fa, era sconosciuto ai più. Ecco a voi i luoghi da visitare, per un itinerario fra storia, bellezze naturali ed enogastronomia.

foto 1 borgo

Il Castello - Sito al centro del paese, il Castello di Gesualdo domina l’abitato segnandone il panorama di scorci incantati dai riflessi quasi fiabeschi.

Un ampio viale conduce fino alla sommità della rocca dalla quale si espande una suggestiva veduta panoramica su Gesualdo, sull'Alta Irpinia, sulla Valle del Calore, il complesso montuoso del Partenio e sui Monti del Sannio.

L'insediamento originario del Castello ha origini longobarde. La posizione strategica rese il maniero una ostica fortezza posta a difesa dei confini del Ducato di Benevento. Nel corso dei secoli successivi, il Castello si trasformò in presidio e sede di comando dell'ampio feudo della potente famiglia Gesualdo.

Con l'avvento del Principe Carlo Gesualdo, l'antico maniero da rude fortezza venne trasformato in una sontuosa residenza dallo stile rinascimentale.

Il castello è caratterizzato da una pianta rettangolare rafforzata agli angoli da torrette semicircolari ed ha più la parvenza di un edificio signorile a uso residenziale che di un maniero-fortezza. 

Il Centro storico - l’imponenza della Chiesa del Rosario che domina la piazza e i bastioni del castello, testimoni della potenza feudale di Gesualdo. Seguendo un naturale percorso verso il sole, ecco la scalinata che conduce alla sottostante Piazza Umberto I.

Lungo il cammino i visitatori si ammirano: l'antica Fontana dei Putti sormontata dallo stemma cittadino, gli imponenti portali in pietra lavorata memoria di antiche nobiltà e la graziosa Piazzetta dedicata a Cillo Palermo, poeta gesualdino. Giunti al termine della scalinata, nella piazza dedicata al Re Umberto I da subito l'attenzione viene rapita dagli zampilli d'acqua della grande fontana seicentesca, con tre vasche circolari realizzata in marmo onice di Gesualdo, e dalla imperiosa sagoma del Cappellone, imponente costruzione, nei secoli prima luogo civile e sede del Monte Frumentario cittadino poi consacrata al culto del Corpus Domini.

Con il panorama della sterminata valle del Fredane sullo sfondo, sulla destra, incastonata nel borgo antico, ecco la Chiesa di San Nicola. 

Dopo la chiesa, il percorso volge verso la cittadella seicentesca dominata dal Castello che si erge sulla rocca. 

Tra i suggestivi vicoli, in un incedere di originali scorci, Gesualdo rivela tutta la sua storia millenaria.

L’abitato -  L'antico abitato di Gesualdo si sviluppa lungo stradine realizzate in pietra locale sulle quali si affacciano i palazzi signorili, prima residenza delle famiglie nobili della Corte rinascimentale, ora di pubblica proprietà.

Mirabili per originalità i Palazzi Pisapia e Mattioli.

Questi palazzi, tra ampi saloni, loggiate e giardini pensili, aprono le porte l'atmosfera del 600 gesualdino, l'epoca fulgida della storia di questo paese.

Riprendendo il cammino, lungo i sentieri si accede nella parte popolare del centro storico dove antichi portali, strettoie ed anfratti aprono scenari sempre nuovi ed appassionanti.

Il percorso, fatto di un virtuoso incedere di curiosità, conduce nel borgo del Canale, dove domina l'imponenza della fontana con i portici risalente al 600.

Da lì, risalendo la ripida scalinata della Neviera, si torna al punto di partenza.

foto 2 pomodoro seccagno

L’enogastronomia gesualdina – Sedano, pomodorino pomodorino seccagno e peperone pappacella rosso liscio hanno ricevuto il marchio di tipicità regionale: Gesualdo vince anche in cucina. Fra i piatti tipici da gustare nelle trattorie del borgo vi sono le lachene e fasule (tagliatelle e fagioli); menesta ‘mmaretata (verdure e carne in brodo) e panzetta r’aino ‘mbottita (Pancetta di agnello farcita). Senza contare il vino irpino doc e il vino Campania IGT.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

L'Autore
Chiara Reale
Author: Chiara Reale
Si occupa di promozione, strategia di comunicazione e management nel settore arte e cultura. Cura mostre di arte contemporanea ed eventi culturali.

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