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Viaggi: Rivoluzioni poetiche a Verona

primavera poetica 1Quelli dell’associazione  Poetria hanno scoperto da  tempo il potere rivoluzionario della poesia che, come un  esperanto delle passioni intime e civili, è capace di sbriciolare  barriere linguistiche, ideologiche, geografiche.

Per questa intuizione ispiratrice hanno fondato il loro  “Movimento clandestino di resistenza” proprio  In questi tempi in cui l’uso anti-poetico della parola clandestinità alimenta stereotipi  e  banalizzazioni.  

A Verona  fu atto poetico e rivoluzionario dei  fondatori dell’associazione celebrare il 150° dell’Unità d’Italia attraversando  l’Adige in gommone,  vestiti di  garibaldine camicie rosse e sventolando il tricolore.

Perché la clandestinità per Poetria è condizione di intimo riserbo ma in nessun caso  vergognoso  nascondimento. 

Su quella scia nacquero altre iniziative il cui riverbero è rapidamente arrivato lontano, raggiungendo anche me napoletana D.O.C..

PrimaVera PoEtica,  è il principale tra gli eventi promossi dall’associazione. Quest’anno  in occasione dei 750 anni dalla nascita di Dante Alighieri,  Poetria ha dedicato all’Inferno l’appuntamento primaverile.

Ci si incontra a Castelvecchio, il giorno 11 aprile dal lato Arsenale alle 16. All'arrivo ci accoglie  un etereo striscione accarezzato dal vento che riporta una emblematica citazione tratta da "Le città invisibli" di Italo Calvino: «L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio ». 

Siamo così introdotti nei giardini dell’arsenale a vivere attraverso la recitazione di versi,  peccati e  passioni di varia umanità poetica. Chi vuole, viene traghettato  (grazie alla collaborazione di Adige Rafting) sull’isolotto sotto al ponte Scaligero. Qui, da quattro volontari dell’associazione  si possono ascoltare le “orribili favelle” che Dante udì e scrisse nella Commedia.

Ci si prenota per il giro in acqua presso un efficiente e simpatico “Hell desk”.

Lungo la scalinata che conduce alla riva del fiume, chi scende è  introdotto all’ascolto di canti dell’Inferno, da versi danteschi che corrono scritti lungo gli scalini: «Di qui si va per la città dolente…».  

Lungo quei gradini, pensavo sorridendo che  il soggiorno di una napoletana in terra leghista può apparire ai più una situazione infernale. Tutt’altra esperienza la mia a Verona,  non città dolente ma splendente di bellezze, storia e gentile ospitalità. 

Che sia vero che la poesia rivoluziona le nostre visioni infernali aprendo spazi a ciò che inferno non è?

Rosanna Spadari

Per approfondimenti: www.poetria.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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