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Perché la Corea?

sakura a gyeonjuA Febbraio vi si terrà la XXIII edizione dei Giochi olimpici invernali, ma ci sono ottimi motivi per visitare la Corea anche a Capodanno e a Pasqua. Concetta Carotenuto, mamma, viaggiatrice ci racconta “Perché” la Corea.

La prossime date interessanti per gli appassionati  di sport per visitare la Corea sono quelle tra il 9 e il 25 febbraio quando nella contea di Pyeongchang, provincia di Gangwon, nel nord est della penisola coreana, si terrà la XXIII edizione dei Giochi olimpici invernali. Ma ci sono altri mille buoni motivi per scoprire questo paese non particolarmente turistico. Ce lo racconta Concetta Carotenuto, insegnante di lettere partenopea, appassionata di viaggi non ha voluto rinunciarci neanche dopo la nascita della sua primogenita che segue mamma e papà nelle loro perlustrazioni di tutte le terre emerse.
 “La Corea perché è la terra dei film di Kim-ki-Duk – ricorderete i paesaggi naturali mozzafiato di Primavera Estate Autunno Inverno e… ancora Primavera, per citare il più noto. La Corea perché è la patria delle tante amicizie coreane fatte per il mondo e vale la pena di scoprire se la fragorosa risata e i gridolini di meravigliata sorpresa sono la regola o una prerogativa solo dei coreani espatriati. La Corea perché se hai scelto di fare Capodanno a Tokyo, per ammirare la fioritura dei ciliegi devi farti Pasqua qui dove alla Sakura non dedicano meno importanza. Queste le risposte a chi chiedeva il perché di una meta come la Corea del Sud. Ma Seoul non è Tokyo e il viaggiatore appassionato dell’Asia resta di primo acchito spiazzato dal disordine e dalla sporcizia di questa città con poca storia o mal conservata. Certo c’è il palazzo di Changdeokgung, patrimonio dell’UNESCO e il più bello dei 5 palazzi della dinastia Joseon, ed è bello passeggiare presso i laghetti punteggiati di fiori di loto, e simili attrazioni turistiche non mancano. Ma la città vera, quella vissuta dai coreani tutti i giorni appare sporca e disordinata: non te lo aspetteresti in una capitale dell’hi-tech e dell’efficienza dove pure i trasporti pubblici sono impeccabili e la sicurezza è garantita ovunque. Di contro, non c’è bisogno di alloggiare in un b&b e quindi vivere a contatto con una famiglia del posto per rendersi conto della cultura della gentilezza e cordialità di questo popolo, sarà sufficinte non dico entrare nell’ultima bettola, ma anche solo ordinare del cibo a domicilio: mai e poi mai riceverete solo quello che avete ordinato, ma inclusi nel prezzo ci sono sempre una serie di antipasti che pur variando da locale a locale (ognuno ha la sua specialità da imporre al cliente) prevedono l’unica costante del kimchi: verza marinata a lungo in salsa piccante che costituisce l’accompagnamento di qualunque pasto. La cucina coreana lascia in realtà troppo spesso a desiderare: il gusto caotico del kitch, prerogativa tutta coreana, in cucina produce spesso risultati deleteri anche se può capitare di provare del sushi ‘rivisitato’ che farebbe inorridire un compito cuoco giapponese, ma solletica invece palati curiosi di sperimentare, ad esempio, salse alla menta su eleganti maki al salmone e sesamo con variegatura al croccante salato di nocciola.

In primavera la capitale si tinge di rosa per i ciliegi in fiore: le strade sovrabbondano di alberi grondanti petali, ma per i più prosaici amanti del dolce frutto è inutile aspettare giugno: le varietà coreane non producono ciliegie edibili. Se però l’obiettivo del viaggio è proprio ammirare la sakura, sarà più opportuno spostarsi più a sud, utilizzando il comodo treno ad altissima velocità di recente inaugurazione che con 70 euro e in poco più di due ore collega Seoul all’area archeologica di Gyeonju, dove i grossi tumuli di forma collinare che nascondono le tombe della dinastia dei Jason si alternano a parchi sovrabbondanti di ciliegi in fiore: un’esperienza impossibile da descrivere neppure con le migliori fotografie, una meta ideale e economica per un viaggio di nozze. Qui , infatti, si può approfittare della recente riconversione al turismo dei Motel di lusso nei quartieri a luci rosse: per una 70ina di euro a notte è possibile aggiudicarsi una camera matrimoniale di superlusso con sauna e vasca idromassaggio (segnalo il Pestana Hotel, ma nella zona la scelta è ampia e il livello altissimo a fronte di prezzi irrisori) e  peccato se la colazione lascia sinceramente a desiderare: rivenditori di biscotti di Gyeongju, il tipico dolce ripieno di crema di fagioli azuki che qualcuno ricorda come la leccornia preferita di Doremon, abbondano in ogni angolo per rifocillare gli avventori già di prima mattina.

A consuntivo, la Corea, pur essendo una meta turistica poco frequentata viene incontro ad un viaggiatore che abbia voglia di confrontarsi con una cultura diversa da quella occidentale senza rinunciare alle comodità e senza andare incontro a costi esorbitanti. È la meta ideale anche per famiglie che viaggiano con bambini piccoli perché la cordialità simpatica e chiassosa dei Coreani li metterà a loro agio anche nei più eleganti ristoranti e perché nei centri commerciali abbondano le aree giochi gratuite”.

Fotogallery: La Corea di Concetta Carotenuto

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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