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Napoli-Tunisi in 45 minuti

tunisiaUn paese noto per la sua accoglienza, ricco di storia e cultura, dove si possono trovare bellissime spiagge e un mare stupendo, il deserto e persino la neve in alcuni periodi dell’anno, ma anche siti archeologici tra i più importanti al mondo, come le rovine dell’antica Cartagine. Stiamo parlando della Tunisia, la cui capitale è raggiungibile da Napoli in solo 45 minuti.

Dal grande patrimonio artistico e culturale (le rovine di Cartagine, la cultura del condottiero Annibale, la bellezza geometrica dei mosaici, ad esempio), ai sorprendenti paesaggi (deserto, sole, mare, spiagge, montagne), passando per l’artigianato locale (tappeti, cesti intrecciati, vasi e altri oggetti in vetro soffiato e ceramica la fanno da padrona nelle caratteristiche medine) e la cucina tipica (un’esplosione di sapori e aromi), non manca davvero nulla in Tunisia, da ormai vari anni raggiungibile da Napoli con un volo diretto per Tunisi, che parte due volte a settimana, il lunedì e il venerdì.

La mostra

Proprio a questa perla all’interno dell’Aeroporto internazionale di Napoli (esattamente nell’area Partenze al I Piano) è dedicata la mostra “Tunisia…” – aperta a tutti e visitabile fino al 16 aprile - curata da Gigino Nostrale, farmacista napoletano con la passione della scrittura e della fotografia, che ne racconta alcuni dei luoghi più significativi in 40 scatti.

“Un paese dove il cielo è sempre limpido ed azzurro, dove scoprirete l’eccezionale patrimonio e le tradizioni originarie, dove apprezzerete i paesaggi inondati di luce, il fascino del deserto e la meraviglia del mare. Un paese da vivere con la famiglia in tutta tranquillità, seguendo il ritmo delle proprie passioni”. Con questa frase si apre l’esposizione, inaugurata stamattina a Cadopichino, proprio a mettere in evidenza le tante bellezze di questa terra in fondo così vicina.

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La storia e la geografia

La Tunisia è il paese più settentrionale del continente africano e, con i suoi 1.148 km di costa, è separata dall’Italia solamente dal Canale di Sicilia. Protesa verso l’Italia da un lato e con le radici ben profonde nel Sahara dall’altro, è per eccellenza il collegamento tra Europa ed Africa, Oriente ed Occidente. Caratterizzata sin dai tempi più antichi dalla presenza delle più grandi civiltà, è stata il centro dell’Impero di Cartagine, di cui rimangono tradizioni popolari che ne perpetuano la lontana eredità. Della brillante provincia romana, permangono anche rovine grandiose e sontuosi mosaici. Monumenti storici di primo piano, come i Ribat o le Grandi Moschee di Tunisi e Kairouan, testimoniano i primi secoli di civilizzazione arabo-islamica. Per lungo tempo provincia dell’impero romano, la Tunisia ha assorbito anche l’influenza turca. Nel corso dei tempi, andalusi, ebrei, italiani, maltesi vi hanno trovato accoglienza e hanno arricchito la cultura tunisina di tutte le sfaccettature del Mediterraneo.

Il simbolo porta-fortuna è il pesce, che esisteva già nei gioielli cartaginesi e nei mosaici romani. Le piastrelle in ceramica uniscono le tecniche degli artigiani andalusi a motivi turchi ed italiani. Il foglio di brik è il successore del börek turco. Il pane tabouna, galletta cotta nelle pareti di un forno in terracotta, esisteva già dai tempi dei Cartaginesi. Le marionette e le bambole di zucchero originarie della Sicilia appartengono alla tradizione popolare tunisina. Senza dimenticare il lontano patrimonio  berbero che permane nei tessuti, nei tatuaggi e nelle abitazioni del Sud. 

Gli italiani di Tunisia

La cittadina della Goletta, a dieci chilometri dalla periferia settentrionale di Tunisi, è emblematica per la presenza degli italiani in Tunisia. Questa città si sviluppò a partire dalla metà dell’Ottocento come quartiere popolare della capitale a seguito dell’arrivo, dapprima modesto, di immigrati maltesi e siciliani (in particolare dalle province di Palermo, Trapani ed Agrigento), attirati dalle prospettive di lavoro legate alle attività marinare e portuali. Nel giro di pochi decenni gli italiani divennero sempre più numerosi, dando vita al quartiere della “Piccola Sicilia”.

Nel contempo vennero fondati una Camera di Commercio (1884), la Banca Siciliana, il quotidiano “L’Unione”; e nacquero altri enti culturali ed assistenziali destinati alla comunità italiana (teatri, cinema, scuole, ospedali). I nuovi arrivati vivevano pacificamente insieme alla popolazione autoctona; anzi le due comunità si amalgamarono parzialmente attraverso i matrimoni misti. In questo scenario di vivace cosmopolitismo, furono frequenti le interazioni culturali a livello di abbigliamento, tradizioni e addirittura solennità religiose.

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Un’accoglienza eccezionale

Un’accoglienza eccezionale aspetta, dunque, i turisti in Tunisia, come spiega la console della Repubblica di Tunisia a Napoli, Beya Ben Abdelbaki Fraona, che sottolinea anche che “Non c’è nessun pericolo per chi vuole visitare la mia terra”, facendo riferimento ai recenti attacchi del terrorismo internazionale. Ecco come la console, insieme al direttore delle Infrastrutture Gesac Alessandro Fidato e allo stesso autore della mostra sulla Tunisia, il fotografo Gigino Nostrale, ci hanno raccontato questo paese meraviglioso.

Perché vale la pena andare in Tunisia

© RIPRODUZIONE RISERVATA

L'Autore
Maria Nocerino
Author: Maria Nocerino
Napoletana, laureata in Sociologia delle Comunicazioni, cuoca provetta. Giornalista pubblicista, è iperattiva: lavora presso l’ufficio stampa di Gesco e dal 2006 collabora con l’agenzia di stampa Redattore Sociale; fa anche parte della redazione del portale Napoli Città Solidale. Ha scritto per il mensile Terre di mezzo, i quotidiani Napolipiù e Il Roma.

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