martedì 29 SETTEMBRE 2020
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In Georgia con Erasmus +

georgiaUna settimana in Georgia: ragazzi e ragazze da vari paesi del mondo impegnati insieme in attività culturali e sportive, tutto gratis. Non è un sogno è l’esperienza di Stefania Correale, 27 anni, laureata in Scienze Sociali.

 Stefania Correale, grazie alla Ong Nous che si occupa di scambi culturali internazionali ha vissuto una settimana fantastica in Georgia e ce la racconta.

gruppo scambio

Come sei venuta a conoscenza dell’opportunità di trascorrere una settimana in Georgia?

Ho conosciuto la Ong Nous nella sede di Gesco dove sto svolgendo il Servizio Civile: l’associazione era venuta in visita con alcuni ragazzi erasmus per far conoscere loro i progetti di formazione-lavoro messi in campo da Gesco per i ragazzi e le ragazze con situazioni sociali difficili. L’associazione Nous si occupa di promuovere progetti di scambio culturale come Erasmus +, finanziato dalla Comunità Europea per far entrare in contatto ragazzi di diverse città europee.

Come funziona Erasmus +? 

E’ un progetto che permette di condividere un soggiorno tematico di una settimana con giovani under 30 di diverse parti del mondo. Lo scopo è far viaggiare i giovani, metterli in contatto con nuove culture e confrontarsi su temi comuni.  Una condizione essenziale per poter partecipare è parlare un inglese fluente, altrimenti è difficile attuare uno reale scambio. La vacanza è completamente gratuita, basta anticipare i soldi del volo che poi vengono rimborsati.

Questi sono alcuni link di gruppi facebook dove è possibile trovare opportunità di erasmus+ :

 https://www.facebook.com/groups/1271097849576571/ 

https://www.facebook.com/groups/211479949023086/ 

https://www.facebook.com/groups/YouthOpportunitiesIT/

 https://www.facebook.com/groups/eramus.plus/ 

https://www.facebook.com/groups/nousngo/ 

Mtirala National Park 2

Parlaci del tuo Erasmus+ 

Il tema del mio soggiorno in Georgia era lo stile di vita sano, è stata quindi una settimana all’insegna del buon cibo e di attività fisiche oltre che culturali. Il progetto era promosso da Nous con l’associazione More Mosaic di Stoccolma e l’Iris Group- Managing Diversity georgiana. Il percorso che ha coinvolto 35 giovani di 5 nazioni diverse: Grecia, Italia, Svezia, Cipro, Ucraina e Repubblica Ceca, si è svolto a Kobuleti, un paesino sulla costa del Mar Nero. Eravamo ospiti di un albergo a 200 metri dal mare. Siamo stati impegnati in un programma quotidiano intenso, fatto di giochi, attività sportive, culturali e sociali, tanto che una settimana mi è sembrata molto più lunga.

Mtirala National Park 3 

Quali sono le attività che ti hanno coinvolto maggiormente?

Le attività hanno riguardato gruppi prima piccoli e poi sempre più allargati così da favorire la coesione e la conoscenza reciproca. La mattina iniziavamo con un gioco energizzante spesso in riva al mare, ad esempio abbiamo fatto una raccolta di rifiuti sulla spiaggia e con essi abbiamo costruito delle barche galleggianti. La giornata proseguiva con esperienze di interazione con la comunità locale, ad esempio ci sono state date in dotazione delle graffette e abbiamo dovuto scambiarle con gli abitanti: c’è chi ci ha dato in cambio degli occhiali, chi addirittura delle bottiglie di vino e si sa il vino georgiano è molto particolare. La sera era dedicata ad una cena culturale: i ragazzi dei diversi paesi a turno organizzavano una cena con i propri prodotti tipici proponendo dei giochi per far conoscere agli altri il proprio paese. Ad esempio noi italiani abbiamo preparato un quiz sulla gestualità: gli altri ragazzi dovevano indovinare cosa significavano dei gesti italiani tipici. 

Cosa ti è rimasto impresso della Georgia? 

Le persone innanzitutto, sono di una semplicità e un’ospitalità rare.  Ricordo che l’ultima sera abbiamo dormito in spiaggia per guardare le stelle e un venditore ambulante, pensando fossimo senza alloggio, ci ha lasciato una busta piena di cioccolata e dolci. Vivere in un piccolo paesino georgiano per una settimana è stato un modo di staccare dalla vita di città spesso frenetica e legata a cose futili. Poi si mangia benissimo, complice la terra fertile, i prodotti sono genuini.  Il Khachapuri, un pane cotto nel forno con all’interno un uovo e ricoperto di formaggio, crea dipendenza. Speciali anche i Churchkela: dei lunghi bastoni colorati che vengono appesi al soffitto con succo di frutta condensato e frutta secca dalla consistenza un po’ gommosa. Ne ho provato uno al succo di melograno ed era squisito. Che dire poi dei ravioli con carne, funghi, patate e formaggio?

Kachapuri

La Georgia è economica?

Per noi il cambio è super vantaggioso: basti pensare che con 1 GEL, che corrisponde a 30 centesimi, compri una bottiglia di acqua grande e con soli 5 GEL un taxi ci ha accompagnato a Batumi, la città più grande della zona che dista un’ora e mezza da Kobuleti. 

Cosa consiglieresti di vedere in Georgia?

Mi hanno detto che Tbilisi, la capitale è da vedere, ma dista molto da Kobuleti quindi non ci sono stata. Batumi la consiglio perché è una città surreale. Viene considerata la Las Vegas europea con tanti grattacieli disabitati, quasi a ostentare una ricchezza che non c’è, mentre fuori città ci sono le baracche. E’ meta prediletta di turchi, russi e ucraini. Quello che mi ha colpito maggiormente di Batumi è la statua sul lungomare di Ali e Nino  (Nino è un nome femminile e Ali maschile), due amanti divisi a causa della guerra. Ogni giorno alle sette di sera le statue si incrociano senza toccarsi. Questa cosa è estremamente emozionante. Un’altra cosa da vedere è la torre di 130 metri a forma di dna con l’alfabeto georgiano da cui ammirare la città. L’alfabeto georgiano dal momento che è unico rispetto a tutti gli altri alfabeti è infatti patrimonio dell’Umanità. A Batumi c’è un giardino botanico interessante, mentre fantastico è il Mtirala National Park vicino Kobuleti dove c’è una rigogliosa vegetazione con alberi centenari, poti sospesi, cascate e piccoli stagni dove bagnarsi.

Guarda il Video di Ali e Nino di  Andreas Rodrigues Charalambous

Qual è l’immagine che ti porti nel cuore?

Sicuramente quella dei delfini che saltano al tramonto nel mar Nero e poi anche quella dello spettacolare cielo stellato visto dalla spiaggia poco illuminata di Batumi.

Video More Mosaic

© RIPRODUZIONE RISERVATA

L'Autore
Alessandra del Giudice
Author: Alessandra del Giudice
Sociologa, giornalista pubblicista e appassionata di fotografia, è specializzata nel giornalismo sociale e di viaggio.

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