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Castelli, Dracula e palinka: un weekend a Budapest

budapest“No, no, lo so io, quello che ci vuole per te”.

E’ stato in quel preciso momento, quando il barista mi ha cambiato al volo la comanda, che ho capito che mi stavano pullastriando.

Perché, quando entri in un locale notturno, che non sei del posto lo tieni scritto in fronte.

Il mio soggiorno a Budapest è cominciato così: una palinka, la faccia da turista, e una città da scoprire.

Preparativi

Innanzitutto, i soldi. In Ungheria non usano l’euro ma il fiorino (vale circa 3 centesimi di euro). Accettano anche gli euro ma, come spesso accade, la conversione non è quella ufficiale: vi capiterà di trovare tassi diversi a seconda della zona e del tipo di locale in cui siete. Il consiglio è di cambiare gli euro in Italia oppure di utilizzare un bancomat, pagando quindi soltanto la commissione ufficiale alla banca (scegliete il prelievo, digitando in euro, e quando richiesto rifiutate la conversione: usciranno fiorini ma a un tasso più conveniente rispetto a quello applicato dai commercianti). Poi, non dimenticate il bicarbonato: la cucina ungherese è piuttosto pesante e, per la foga di provare tutto, potreste trovarvi a fare i conti con una digestione scostumata. E no, ingollare cicchetti non vale come digestivo.

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Cosa vedere

Tutto. Budapest è considerata la Parigi dell’Est, ma con stinco di maiale al posto delle baguette. Che sarà meno romantico, ma sicuramente è più interessante. Purtroppo, vedere tutto in pochi giorni non è possibile; vi conviene quindi preparare un itinerario da seguire, lasciandovi l’ultimo giorno libero per girare un po’ a vuoto o per tornare in posti che vi sono particolarmente piaciuti. Di guide su Budapest ne potrete trovare a bizzeffe (e a migliara, a zeffunno e a beveruni, cit.), meglio dare più spazio alle impressioni personali.

Castello di Buda

Siamo nel pieno del circuito turistico, tra i punti da visitare per forza. Il Palazzo Reale è uno dei maggiori simboli dell’Ungheria, all’interno conta tre chiese, monumenti, un teatro e cinque musei. Anche da qui, e precisamente dal Bastione dei Pescatori e dalla passeggiata davanti alla Galleria Nazionale, avrete un panorama mozzafiato.

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La prigione di Dracula

Vicino al castello, quasi nascosto in un vicolo alle spalle dei ristoranti, c’è una scala stretta che scende nelle viscere della terra. E’ l’ingresso per il Budavari Labirintus, che si snoda fino al castello di Buda. I sotterranei, un tempo usati come camere di tortura, depositi di armi, prigioni, cantine e anche ricoveri, arrivano fino a 16 metri di profondità. E c’è anche la Prigione di Dracula (visita consigliatissima). Il biglietto costa 2500 fiorini, circa 8 euro (non accettano bancomat né altra valuta).

Le indicazioni sono sommarie: pochi cartelli, qualche luce fioca in lontananza. Si, vi muoverete nel buio. E può capitare anche di perdervi. Come è successo a un inglese che mi sono ritrovato davanti in una stanza buia e che ho riconsegnato alla moglie. Sarà per la prossima, my friend. 

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Carta vince, carta perde

La Cittadella, sul monte Gellert, sulla parte di Buda, è un’altra tappa obbligata. L’antica fortezza austriaca domina la città dall’alto e offre una vista spettacolare sul Danubio (che non è proprio blu ma va bene lo stesso). Ci si arriva in taxi, ma è possibile anche salire a piedi, con dieci minuti buoni di scarpinata (portate dell’acqua). Il posto è molto visitato dai turisti, quindi ci sono diversi punti di ristoro come bar e ristoranti. E, sopra a tutto, ai piedi della Statua della Vittoria, chi ti trovo? L’omino delle tre carte, bancariello e cappellino azzurro del Napoli, che tra napoletano e inglese maneggia campanelli e banconote. E poi, da un momento all’altro, sparisce. Sarà stato un miraggio dovuto alla fatica?

Toh, c’è Bud Spencer

Lasciamo da parte i monumenti ed entriamo nel pieno con qualche consiglio al di fuori delle classiche guide. Uno dei posti da visitare è Karavan, un vicolo chiuso con uno spiazzo che è stato trasformato in una zona di street food. Qui potrete trovare diverse specialità locali ed è un punto fermo per un boccone al volo prima di proseguire nel giro della città. E potrete scoprire anche che da quelle parti è molto famoso un nostro idolo nazionale: sulla locandina pubblicitaria di una birra, col suo inconfondibile barbone che fa tutt’uno coi capelli, ecco Bud Spencer. E anche il nome non lascia spazio a dubbi: la birra si chiama “Charlie Firpo”, come il personaggio che Carlo Pedersoli interpretava in “Pari e dispari”.

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I Ruin Pub

Prendi una fabbrica abbandonata, dacci una ripulita, metti qui e là un po’ di roba sfusa senza scadere nella bottega di un robivecchi, ed ecco fatto: hai costruito un perfetto Ruin Pub ungherese. In realtà è più complessa di così, ma almeno rende l’idea. I Ruin Pub, caratteristici per quell’aria decadente e sicuramente eccentrica, sono dei bar ricavati in vecchi edifici in disuso. Col tempo, visto l’enorme successo riscontrato, sono diventati veri centri di aggregazione: non solo bar, ma anche luogo di mercatini, mostre e anche rassegne cinematografiche. La maggior parte dei Ruin Pub è concentrata nel quartiere ebreo (distretto VII).

Come ci si arriva

Da Napoli esiste il volo diretto, dura 1h e 40 minuti e si può trovare a prezzi abbordabili se prenotate con un po’ di anticipo. Il periodo migliore è probabilmente intorno ad aprile, quando le temperature non sono ancora così alte (per il 2019 si prevede dai 16 ai 5 gradi). Per gli spostamenti sono consigliatissimi i mezzi pubblici, che funzionano alla perfezione (autobus molto frequenti, nell’ordine di pochi minuti, anche per i notturni), mentre una valida alternativa è Uber, con cui per pochi euro vi farete scarrozzare da un punto all’altro della città.

Ps: ricordate il barista dell’inizio? La palinka costava quattro euro e cinquanta. Perché, oltre ad essere bellissima, Budapest è anche economica: per un pasto completo al ristorante la media è di 10 euro, 15 se vi volete abbuffare senza ritegno né dignità. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

L'Autore
Nico Falco
Author: Nico Falco
Giornalista e videoreporter, scrive di cronaca nera per il quotidiano Il Mattino e su Napoliclick cura le rubriche di teatro, viaggi e consumo critico

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