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Un viaggio per rinascere: Il teatro de Los Sentidos a Barcellona

RENEIXER Foto di SalvatorePastoreReneixer di Enrique Vargas, uno degli spettacoli più intensi del Napoli Teatro Festival, è un viaggio dei sensi che si dipana tra memoria e futuro. Per vederlo potete recarvi direttamente al quartier generale del teatro de Los Sentidos a Barcellona. Qui tutte le informazioni per “rinascere”.

Il teatro di Enrique Vargas è un viaggio nel tempo e nello spazio. Ma se il teatro fa vivere altre mille vite, come in modo geniale ci suggerisce lo slogan del Napoli Teatro Festival 2019, il teatro de Los Sentidos ci fa vivere la nostra vita da prospettive e dimensioni completamente nuove. Per vedere uno spettacolo del maestro potete recarvi nella magica Barcellona, cornice ideale per il teatro dei sensi.

2 reneixer

Reneixer: un viaggio di rinascita

Recupera la parte ancestrale e universale del nostro intimo e allo stesso tempo scava nel profondo di sensazioni ed emozioni infantili e proietta in possibilità di futuro prima impensate. L’esperienza di partecipare ad uno spettacolo di Vargas è indimenticabile: ci si sente protagonisti- abitanti di un viaggio interattivo cui si incrociano l’onirico, lo psico magico e il concreto e tangibile mondo sensoriale. Per l’edizione 2019 del NTFI, il Teatro de los Sentidos ha portato a Napoli Reneixer- in catalano “Rinascere” - un lavoro nel quale confluisce una ricerca intorno al mondo simbolico del vino, iniziata nel 1998 e da cui sono nati diversi spettacoli. Dal 26 al 29 giugno il teatro de los sentidos ha accompagnato in più viaggi al giorno un pubblico napoletano da sempre appassionato al linguaggio del regista colombiano tanto che lo spettacolo ha segnato il tutto esaurito in pochi giorni.

Cosa ha che vedere la rinascita con il vino?  “La ricerca sul vino — si legge nella scheda artistica — ci ha permesso di utilizzare tutti gli strumenti del linguaggio artistico che abbiamo creato in questi 25 anni, il linguaggio sensoriale. Toccare, annusare, gustare, vedere, udire: tutto mescolato nell’esperienza sinestesica che solo qualcosa di così potente e misterioso può permettere. Il concetto di fermentazione/trasformazione, già affrontato nei progetti precedenti, si arricchisce in Reneixer dell’elemento simbolico della rinascita: l’uva pigiata sparisce: in qualche modo possiamo dire che muore nella sua essenza di frutto, ma si tratta in realtà di una trasformazione che porta a rinascere nel ben più prezioso e misterioso liquido”. Anche in questo viaggio condotto dagli “abitanti” attori c’è un villaggio magico, ma tangibile che esiste realmente nel tempo del teatro e nella fantasia del viaggiatore che vive un’esperienza sensoriale ed extrasensoriale al contempo. Si parte infatti con le suggestioni - che per ogni spettatore trovano risuonatori interiori- delle esperienze di vita legate al vino, raccontate da un’ostessa che per saggezza e leggerezza potrebbe avere 20 come 60 anni. Al vino, dunque all’ebbrezza e al lasciarsi andare sono associati ricordi d’amore, d’amicizia, di dolore, di speranza. Tutte le emozioni in fondo hanno origine nell’infanzia e come in ogni spettacolo Vargas scava alle radici della vita: gli abitanti – folletti impiegati in un’anagrafe- donano ad ogni viaggiatore una scatola con piccoli oggetti che odorano di passato (non vi svelo tutto perché non voglio togliervi la magia del viaggio che come leggerete in seguito potrete fare voi stessi recandovi a Barcellona). Fondamentale è la cura, l’attenzione e l’accoglienza che ogni abitante presta al visitatore facendolo sentire unico. Il momento clou del viaggio è l’incontro con la fabbricazione del vino. Un processo in cui gli stessi visitatori sono coinvolti pigiando l’uva, ponendo il succo in una bottiglia e poi aspettando a contatto con la terra il processo di cambiamento, con amore. Perché il tempo dell’attesa – della sospensione dalla vita - può essere tale solo se c’è amore. Perché l’opera di creazione può riuscire bene solo con l’amore. Così come è amore tramandare di generazione in generazione il segreto della rinascita: per rinascere si deve prima morire, aspettare, essere sospesi. Il viaggiatore vive in piccolo un percorso di morte-rinascita che lo spinge a riflettere sul reinventarsi, sul potenziale e sull’esigenza di cambiamento continuo della società e di se stesso. In questo senso il teatro di Vargas fa pensare ad un atto di psicomagia collettiva alla Jodorowsky. E infine dopo l’introspezione arriva l’espressione: il rituale, il mistero ancestrale, la festa, insomma tutti elementi che si accompagnano al mondo simbolico di Dioniso.

Reneixer è un viaggio meraviglioso che si vorrebbe non finisse mai, da fare e rifare, lasciandosi andare, cogliendo ogni volta intuizioni nuove. Se devo trovare un difetto, avendo visto altri spettacoli di Vargas – come il favoloso Cosa deve fare Napoli per rimanere in equilibrio sopra un uovo costruito proprio a partire dalla nostra città per il NTF del 2008- avrei voluto si prolungasse la parte in cui si è completamente al buio ovvero si danza insieme la gioia dell’attesa del vino. Mi viene di immaginare come potrebbe essere anche un inizio al buio in cui ad esempio si toccano e si annusano gli oggetti della scatola di latta senza vederli. Ma è chiaro che un percorso completamente al buio sarebbe possibile solo con un rapporto tra abitanti e viaggiatori quasi uguale. D’altra parte spettacoli labirinto come “Il filo di Arianna” o “Oracoli”, in cui il viaggiatore compie un percorso individuale seguito da più attori – abitanti hanno lo svantaggio di essere accessibili ad un numero molto ristretto di spettatori.

3 Vargas foto slvatore pastore

Come fare un viaggio con “Los sentidos”

Enrique Vargas e il collettivo di artisti e ricercatori del teatro de los Sentidos – circa 12 persone di base a cui si aggiungono una trentina di attori abitanti asseconda della produzione- hanno sviluppato, da oltre 20 anni, un processo di apprendimento, ricerca e creazione sul gioco, la memoria del corpo, i linguaggi sensoriali e la poetica dell'esperienza. Questa ricerca risponde all'esigenza di recuperare il corpo come fonte di conoscenza, memoria ed espressione e, allo stesso tempo, di trovare nuovi modi per lavorare su ciò che non viene detto. Questo linguaggio è un'esperienza, una forma di conoscenza che consente di creare le condizioni per costruire e condividere processi di trasformazione sociale. Il centro di studio e di produzione, nonché teatro de Los Sentidos si trova a Barcellona ed il Polvorin a Montjuic dove non solo si mettono in scena gli spettacoli, ma si possono seguire dei corsi brevi e conseguire due diplomi universitari sul linguaggio sensoriale, in collaborazione con la Fondazione dell'Università di Girona. Per chi non ha avuto l’opportunità di assistere a Reneixer o non ha mai assistito ad uno spettacolo di Vargas ma ne è incuriosito non resta che recarsi a Barcellona (ne vale assolutamente la pena) per vivere un viaggio nel viaggio. “Il Polverin è un punto di riferimento a livello internazionale per la ricerca sul linguaggio dei sensi che è aperto a tutti: attori, ricercatori, sociologi, insegnanti, psicologi e a chiunque vogli approfondire questo discorso - racconta Gabriel Eduardo Hernnadez Ladino, direttore tecnico del teatro de Los Sentidos – Stiamo cercando di digitalizzare tutto il materiale prodotto fin ora e creare una biblioteca on line sul teatro dei sensi e stiamo lavorando per riproporre le prime produzioni come “Il filo di Arianna”, “Oracoli”, “L’eco delle ombre”, “la memoria del vino”, “Cuore di tenebra”. Inoltre stiamo lavorando ad una nuova produzione: Pedro Paramo di Juan Rulfo insieme al gruppo colombiano del teatro del Los Sentidos che andrà in scena a settembre. In seguito pensiamo anche di riprendere le produzioni successive come il lavoro sulle città che fu inaugurato proprio a Napoli durante il Napoli Teatro Festival dieci anni fa”.

Intanto per chi vuole assistere ad uno spettacolo durante l’estate al Polvonir: a fine luglio sarà messo in scena Il filo di Arianna, uno dei primi labirinti, da agosto ci sarà la presentazione dello spettacolo la seconda opportunità realizzato dagli studenti della scuola dei sensi mentre Reneixer andrà in scena tra settembre e ottobre in scala “carnevalesca” con una parte finale ancora più festosa.

Tra luglio e inizio settembre chi vuole può partecipare a percorsi intensivi per entrare attivamente, da abitante, nel linguaggio e nelle tecniche del teatro sensoriale: durante il week-end con quattro moduli ad un costo di circa 200 euro a corso.

Per avere tutte le informazioni su spettacoli e corsi, più che il sito del teatro de Los Sentidos che è in aggiornamento, conviene informarsi sulla pagina Facebookhttps://www.facebook.com/teatrodelossentidos/.

E infine chi vuole seguire il collettivo può doppiare le tappe che il teatro de Los Sentidos da novembre in poi farà nel mondo portando bellezza dalla Colombia alla Russia, da Hong Kong alla Nuova Zelanda.

La prossima settimana in Viaggi troverete le suggestioni per visitare Barcellona con uno spirito onirico.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

L'Autore
Alessandra del Giudice
Author: Alessandra del Giudice
Sociologa, giornalista pubblicista e appassionata di fotografia, è specializzata nel giornalismo sociale e di viaggio.

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