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I borghi, perle della Costiera e del Cilento

Cilento e costieraSi può andare lontano senza fare troppi km, in Campania infatti abbiamo la fortuna di avere posti splendidi come la Costiera Amalfitana e Cilento cove c’è un connubio perfetto tra paesaggio, cultura e mare.

Tra i borghi più belli d’Italia del 2018 ci sono alcune mete campane che pur non essendo luoghi turistici quali Vietri, Positano, Amalfi, Ravello, sono comunque piccole perle:

Furore: ovvero Terra del Furore, è l’antico nome del paese e trae origine dalla furia delle acque del mare all’interno del fiordo. Oltre al mare è stato avviato il recupero dei sentieri che si inerpicano su per la collina o discendono a mare collegando le case sparse e consentendo di passeggiare tra agavi e fichi d’India, lungo i versanti obliqui della montagna, e sempre con la vertiginosa visione dell’azzurro del mare. Nel vallone interno del borgo incontriamo due mulini e due fabbriche di carta, interessanti esempi di archeologia industriale che utilizzavano la forza motrice dell’acqua. Accanto a quest’area si trovano i monazzeni dei pescatori, vecchi depositi di attrezzi. Singolare è la galleria d’arte en plein air costituita da oltre cento “muri d’autore”, murales e sculture che fanno di Furore un “paese dipinto” che si racconta anche in questo modo.

Conca dei Marini: Conca è divisa in due: in basso, le casette a filo d’acqua che si specchiano in una piccola baia; in alto, adagiate sulla collina, case imbiancate a calce, sparse tra gli orti, gli uliveti e le terrazze di limoneti che scendono a mare. Tutti i luoghi del borgo sono collegati da “scalinatelle” che fanno strada ai nostri passi tra i profumi delle erbe aromatiche. Scale lunghe dal cielo al mare: è la Conca dei gradini – Stairway to Heaven. Sono sei le chiese da vedere, tutte in posizione panoramica. Alle passeggiate in una natura superba e alla visita alla grotta dello Smeraldo.

Atrani: Atrani, vicinissimo ad Amalfi, è il borgo costiero che meglio ha conservato la struttura originaria, risalente al medioevo, fatta di vicoletti, archi, cortili, piazzette e le caratteristiche “scalinatelle”. Comune più piccolo d’Italia per estensione ha anche una piccola spiaggia raccolta e protetta da cui, la sera, partono le lampare per la pesca.

Castellabate: borgo compreso nel Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, è riconosciuto dall’Unesco “Patrimonio dell’umanità”. Stradine, vicoletti, archi, brevi gradinate, palazzi, slarghi e case intercomunicanti dove domina la pietra grigia, si rincorrono senza soluzione di continuità, ora volgendo le spalle alla luce intensa ora spalancandosi sul verde del pendio che digrada verso il mare splendente, macchiato solo dai banchi delle posidonie, in uno degli angoli più suggestivi della costa del Cilento. Il suo famoso castello voluto da San Costabile non fu solo luogo di culto ma anche centro economico e sociale di rilievo, dal momento che proprio da un’intuizione dell’abate partì una riforma fondiaria portata a compimento dal Beato Simeone.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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