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Angkor What?

Angkor Wat Alessandra del Giudice Vado ad Angkor Wat! Non so in quanti abbiano scosso la testa e in quanti abbiano fatto finta di capire con uno sguardo perplesso e leggermente preoccupato. Stavo parlando del più grande (e meraviglioso) complesso religioso al mondo. E ora che ci sono stata lo ribadisco: informatevi e prendete il primo volo per Siem Reap!

In Cambogia, a nord della città di Siem Reap, sorgono circa 72 templi principali e molti altri secondari in rovina in un’area di 90 chilometri quadrati. Ma l'area complessiva del Parco Archeologico di Angkor, patrimonio mondiale dell’Unesco (solo) dal 1992, si estende su 401 chilometri quadrati e comprende altre centinaia di templi, santuari e siti lontani fino a 50 km dal centro, sorti tra l’802 e il 1432 d.C. Si tratta di complessi religiosi affascinati che presentano decorazioni, statue di dei, umani e animali, altorilievi e bassorilievi di grandissima raffinatezza sorti per celebrare la religione hindu che si è poi mescolata e fusa con quella buddista. Tuttavia il Paradiso in terra rimase avvolto nella giungla fino al 1900 a eccezione del tempio di Angkor Wat, il più vasto e noto edificio religioso del mondo, che fu restaurato dai re khmer nel XVI secolo e la cui effigie stilizzata compare nella bandiera cambogiana. Il resto dell’area fu riportata alla luce solo durante a dominazione francese iniziata a fine ‘800.

MAPPA AngkorWat

Il termine Angkor deriva dalla pronuncia khmer del sanscrito nagara (नगर in devanagari), "città".

Nonostante sia tra i luoghi più belli della terra, molte persone, anche viaggiatori, non conoscono Angkor. L’unica cosa che accende la lampadina è dire: “Sono i templi dove è stato girato Tomb Raider” (infatti alcune scene sono state filmate nel complesso di Ta Prohm). Capisco che Angiolina Jolie sia un valido incentivo all’immaginazione, ma vi assicuro che visitare Angkor è un’esperienza unica, essere catapultati in un passato denso e surreale in cui l’arte, la magia, la religione e la Natura esprimono attraverso le pietre un’incredibile energia creativa.

angkor 1

I templi imperdibili di Angkor

Angkor Wat (in lingua khmer Tempio della città) fu fatto costruire dal re Suryavarman II. (1113-1150), presso Yasodharapura, la capitale dell'impero in meno di 40 anni. Originariamente concepito come un tempio indù, fu gradualmente trasformato in un tempio buddista verso la fine del XII secolo. Angkor Wat riassume due principali caratteristiche dell'architettura cambogiana rappresentando: il "tempio-montagna" che si erge all'interno di un fossato a simboleggiare il Monte Meru (la montagna degli dei nella religione indù) e i successivi "templi a galleria". Angkor Wat è famosa anche per i suoi estesi fregi a bassorilievo perfettamente integrati con l'architettura dell'edificio. Sulle pareti interne della galleria più esterna vi sono raffigurate una serie di scene di grandi dimensioni riguardanti soprattutto episodi dei due più importanti poemi epici indù: il Rāmāyaṇa e il Mahābhārata. È stato riportato che essi siano "la più lunga disposizione lineare di scultura su pietra conosciuta".

Angkor 2 zagolatura del latte Alessandra delo Giudice

La zagolatura dell’oceano di latte

Sulla galleria orientale vi è una delle scene più celebri, "la zangolatura nell'oceano di latte" quest'opera eseguita con grande maestria ritrae 88 asura (a sinistra) e 92 deva (a destra) dagli elmetti crestati che fanno ribollire il mare per estrarne l'esilir dell'immortalità. I demoni reggono la testa del serpente Vasuki e gli dèi la coda. Al centro del mare, Vasuki avvolge nelle sue spire il Monte Mandala. In una sorta di tiro alla fune fra demoni e dèi, il corpo del serpente fa ribollire le acque. Vishnu, nella sua incarnazione di tartaruga, fornisce il suo guscio come base e perno del Monte Mandala. Nella scena compaiono anche Brahma, Shiva, Hanuman (il dio scimmia) e Lakshmi (la dea della bellezza), mentre più in alto una schiera di creature celesti femminili cantano e danzano così da incoraggiare gli dèi. Fortunatamente per il mondo, sono gli dèi a vincere la sfida, grazie all'intervento delle apsara che i passionali demoni non riescono a fronteggiare. Il restauro dell'incredibile bassorilievo è stato portato a termine nel 2012 dal World Monuments Fund (WMF; www.wmf.org).

Angkor 3 Alessandra del Giudice

Angkor 4 Alessandra del Giudice 2

Ta Prohm, diversamente dalla maggior parte dei templi di Angkor, è rimasto nelle stesse condizioni in cui è stato trovato; l'atmosfera creata dalla combinazione di alberi che crescono sulle rovine e la giungla circostante lo hanno reso uno dei templi più popolari. Fu costruito nello stile Bayon principalmente nel tardo dodicesimo e agli inizi del tredicesimo secolo, dal re Jayavarman VII come monastero buddista Mahayana e come università. Qui sono state girate alcune celebri scene del film Tomb Raider.

Angkor 5 Bayon Alessandra del Giudice

Il templio del Bayon fu costruito agli inizi del tredicesimo secolo come tempio di stato del re Jayavarman VII e si trova al centro di quella che era la sua capitale, Angkor Thom. La sua caratteristica distintiva è la moltitudine di visi sorridenti, scolpiti sulle quattro facce delle guglie a sezione quadrata che si elevano sempre di più man mano che ci si avvicina alla massiccia torre centrale. Vi si trovano anche due gruppi di notevoli bassorilievi, che descrivono un'insolita combinazione di mitologia, storia e di vita mondana. Il Bayon è l'ultimo tempio di stato che fu edificato ad Angkor, e l'unico ad essere costruito principalmente come tempio buddista (anche se qui si veneravano diversi dèi indù). Fu l'edificio più importante del programma costruttivo di Jayavarman VII e la somiglianza dei visi posti sulle torri del tempio con le statue del re hanno portato molti studiosi a concludere che i visi sono, almeno in parte, delle rappresentazioni del re.

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Angkor 7 tramonto Alessandra del Giudice

Come il Bayon, anche il Baphuon si trova all'interno dell'Angkor Thom. È un tempio-montagna, si sviluppa quindi in altezza, e salendo ai vari livelli la vista sull'area circostante diventa sempre più bella infatti è un luogo ideale per vedere il tramonto. Fu costruito come tempio di stato di Udayadityavarman II a metà dell'undicesimo secolo e dedicato al dio indu Shiva nel 1060. Da esso prende il nome lo stile Baphuon.

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Preah Khan è un templio meno noto ma bellissimo, uno dei primi che ho visitato, anche questo semi coperto dalla natura. Costruito verso la fine del XII secolo da Re Jayavarman VII, è situato a nord est di Angkor Thom e appena a ovest del baray Jayatataka, cui era collegato. Il disegno del complesso ha un solo livello e una serie di gallerie rettangolari concentriche circondano un santuario buddista con una torre centrale, ma la disposizione è resa meno lineare, quasi caotica, dalla compresenza di edifici e templi induisti satelliti dello stesso periodo e da numerosi altri aggiunti in seguito, tutti decorati con maestria tanto che perdersi nei cunicoli ed essere scoperti dallo sguardo di serpenti che sbucano dalla pietra o ammaliati da bellissime divinità femminili equivale ad una vera e propria caccia a piccoli grandi tesori nascosti anche perché  anche questo è rimasto in gran parte non restaurato e tra le rovine sono cresciuti alberi e arbusti.

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Banteay Srei è un tempio induista del X secolo d.C. Il suo nome significa Fortezza delle donne ed è dedicato al dio indù Shiva. Si trova a circa 35 km dalla famosa area di Angkor, vicino alla collina di Phnom Dei. La maggior parte del tempio è costruito in arenaria rossa e le colonne e le pareti interne presentano un numero incredibile di accuratissime decorazioni ammirabili ancora oggi. Gli edifici stessi sono miniature in scala, molto particolari nell'ottica degli standard delle costruzioni khmer. Al di fuori del tempio si possono osservare poche rovine di quella che doveva essere una piccola città sorta attorno al tempio, di nome Isvarapura.

Angkor 10 Alessandra del Giudice

Angkor National Museum

Vi consiglio di visitare il Museo prima dei templi oppure in un giorno di pausa tra una visita e un’altra. Il Museo va visitato, ma devo dire che da 1 a 5 assegnerei un 3 perché il percorso è un po' confusionario. La divisione delle sale è fatta per tema e non per epoca, ma potrete scoprire dettagli inimmaginamili della cultura delle varie epoche, come ad esempio il fatto che ci fosse un sistema di ospedali organizzato per distretti o scoprire la moda delle varie epoche. Ci sono molti supporti audiovisivi, ma per goderseli a pieno è necessario avere almeno 3 ore a disposizione.

Angkor 11 Alessandra del Giudice

Tempi

Il complesso di Angkor apre alle 7.30 e chiude alle 17.30.

Ma ci sono delle eccezioni:

Il Tempio di Angkor Wat e Sras Srang: sono aperti dalle 5.00 alle 17.30. L’alba che sorge dietro Angkor Wat è infatti imperdibile. I Templi di Phnom Bakheng e Pre Rup: ​​sono aperti dalle 5.00 alle 19.00. Il tempio di Banteay Srei chiude tutti i giorni alle 17.00 e Kbal Spean alle 15.00.

Biglietto

Puoi acquistare il pass Angkor solo presso la biglietteria Angkor Enterprise, situata accanto al Museo Angkor Panorama, aperto tutti i giorni dalle 5.00 alle 17.30.

Il biglietto: 1 giorno 37 USD; 3 giorni 62 USD; 7 giorni 72 USD. Gratuito per i minori di 12 anni.

Assolutamente sconsigliato il pass di 1 giorno (d’altra parte essere giunti fin qui e dedicare un solo giorno ad Angkor non avrebbe assolutamente senso). Già con 3 giorni potrete avere solo un’idea della magnificenza di Angkor. Per chi invece vuole immergersi in un viaggio nel tempo, magari appassionato di fotografia, di arte, oltre che di storia, consiglio il pass di 7 giorni.

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Come visitare Angkor

La guida Lonely suggerisce che si possono visitare i complessi monumentali in bicicletta. Tuttavia poiché il più vicino, quello di Angkor è a 5 km e la strada non ha marciapiedi o siete provetti ciclisti oppure è meglio se vi unite ad una visita organizzata sempre in bici oppure prendete un bel tuk tuk privato e concordate con l’autista quali templi volete vedere e l’arco di tempo in cui sarà a vostra disposizione. Meglio pensare a tempi rilassati fin dalla partenza, per evitare l’insofferenza dell’autista. Il prezzo medio del tuk tuk è di circa 30 dollari al giorno se non vi allontanate troppo dai templi principali del grande circuito. Altrimenti arriva a 50, 60.  E assolutamente contrattare, soprattutto se decidete di ingaggiare l’autista per 2, 3 giorni.

Un altro modo di visitare i templi è partecipare a visite organizzate in mini bus o in tuk tuk che costano dai 6 dollari ai 14 dollari asseconda se è compresa o no la visita guidata. Tutti gli hotel e gli ostelli di Siem Reap propongono visite di gruppo. Tuttavia qui il tempo per vedere i singoli templi è contingentato.

Itinerari

Un esempio di due giri classici:

Il circuito dell’alba o piccolo circuito che parte prima dell’alba e si conclude per ora di pranzo che comprende: Angkor Wat, Bayon, Ta Keo, Ta Prohm, Banteay Kdei.

Il circuito del tramonto o grande circuito che parte alle 12.30 e dura 5, 6 ore e si conclude con la visita del tramonto sulla sommità del tempio o vicino ad un lago in cui si visitano: Preah Khan, Ta Som, Neak Pean, Pre Rup.

Facendo questi due circuiti si ha una visione di massima dei templi, ma non si visitano altri luoghi bellissimi quali Banteay Srei che ha le decorazioni più raffinate nell’arenaria rosa, Beng Mealea costruito sui templi Indù. Pertanto se siete in gruppo o in coppia è meglio organizzarsi con un autista in tuk tuk o in taxi.

Informazioni pratiche

Il sito ufficiale dove potrete trovare informazioni preziose (ma in inglese) è: http://angkor.com.kh/ e per ulteriori informazioni, visitare www.angkorenterprise.gov.kh

© RIPRODUZIONE RISERVATA

L'Autore
Alessandra del Giudice
Author: Alessandra del Giudice
Sociologa, giornalista pubblicista e appassionata di fotografia, è specializzata nel giornalismo sociale e di viaggio.

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