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Siem Reap: un ponte per il paradiso

siem reapSiem Reap non è solo la base per visitare Angkor Wat, ma è una cittadina vivace che offre esperienze culturali, artigianali e culinarie indimenticabili.

Si va a Siem Reap per vedere i templi di Angkor Wat, ma la cittadina merita una permanenza di un paio di giorni (oltre i 2, 3 giorni necessari a visitare i templi di Angkor). Ad un quarto d’ora dall’aeroporto vanta sistemazioni con un ottimo rapporto qualità-prezzo, i migliori ristoranti di cucina Khmer del paese, una strada per il divertimento notturno, centri per massaggi, mercati oltre all’imperdibile visita ai villaggi galleggianti del lago Tonlè Sap e al Phare Circus.

Dove alloggiare

Se pensate agli ostelli come posti tristi e claustrofobici andate all’Hostel Onederz: https://onederz.com/siem-reap/ per ricredervi. Vanta il titolo di miglior ostello della Cambogia questo albergo con tre strutture adiacenti: una con camere matrimoniali (a circa 20 euro), un’altra con giardino e piscina e stanze da 4 fino a 8 letti anche per sole donne e soli uomini e la struttura principale con piscina sul tetto, camere anche da più posti letto ed un’enorme sala di accoglienza-relax e ristorante dove si può mangiare dalla colazione (ottimo yogurt con frutta o classico e abbondante breakfast inglese) alla cena in modo ottimo e genuino (buone le verdure e le zuppe e l’amok) o prendere un frullato esotico o altri drinks durante il giorno. La pulizia è costante e dai ragazzi della reception potrete prenotare i tour ad Angkor e dintorni e lasciare la biancheria da lavare per pochi euro.

1 onederz hostel

Mangiare

La qualità del cibo è sempre altissima e i prezzi molto bassi in media. Da non perdere zuppa al latte di cocco e la carne e il pesce arrostiti nelle foglie di banano.

Il piatto più famoso della cucina khmer è l’amok, un filetto di pesce fresco ricoperto di kroeung ed arrostito con noccioline, latte di cocco e uova. In alcuni casi viene cotto avvolto in foglie banana, in altri invece viene bollito e servito come una zuppa. Il lok lak consiste in cubetti di carne di manzo saltati in padella e serviti con cipolle rosse su un letto di lattuga, pomodori e cetrioli, accompagnati infine da una salsa di succo di lime, sale marino e pepe. Il kuy teav è una zuppa di spaghetti di riso con brodo di maiale servito con foglie di lattuga, germogli di soia, scalogno e coriandolo. Personalmente ho adorato gli spinaci di acqua: il gusto a metà tra spinaci e friarielli vengono di solito cucinati con olio, aglio e peperoncino.

Due ristoranti sono al top della classifica benché più cari della media ma comunque abbordabilissimi per gli occidentali: il Cuisine Wat Damnak, situato in una tradizionale casa di legno, appartiene al celebre chef di Siem Reap Johannes Rivieres che propone un menù degustazione giornaliero a meno di 30 euro.

Chantrey Tree Cool pur fedele alla cucina tradizionale cambogiana, offre un ambiente elegante con raffinate presentazioni dei piatti.

Infine se volete cenare assistendo ad un classico spettacolo di danze e teatro potete andare all’Apsara Theatre & Restaurant.

2 ristorante

I mercati imperdibili

Psar Chas antico mercato alimentare molto suggestivo dove provare piatti tipici autentici con pochi spiccioli che chiude intorno alle 22.

Siem Reap Art Center Night Market un mercato notturno (chiude alle 24) dove troverete tutti i souvenir e gli articoli di artigianato che cercate: dalle opere in cuoio traforato, alle ceramiche, agli abiti.

ANM Khmer Market sull’altra sponda del fiume, mercato dove troverete di tutto, dal cibo, ai vestiti, ai centri massaggio.

Uscire di sera

Una strada mille divertimenti: è Pub Street la via con più locali dove divertirsi a Siem Reap. Dalla musica live, alla disco, ai ristoranti, ai pub, ai ristoranti, ai pub. Molto suggestivi i root top: non fermatevi al livello strada, ma salite agli ultimi piani dei locali dove troverete terrazze attrezzate dove ballare e ascoltare musica o rilassarvi e prendere il sole di girono. Non lontano da Pub Street c’è l’X-bar amatissimo dai turisti stranieri e dagli expart.

Dedicate assolutamente una sera allo spettacolo del Phare Circus, famosissimo circo cambogiano che è un’alternativa alla strada per tanti ragazzini e ha una scuola di arte circense a Battambang. Niente animali, ma forza, coraggio e ironia per spettacoli poetici ed esilaranti.

Info: https://pharecircus.org/

3 phare circus

Da vedere

Imperdibile Angkor a cui abbiamo dedicato un articolo a parte: http://www.napoliclick.it/portal/viaggi/9087-angkor-what.html

In città è da vedere il tempio buddista Wat Bo che vanta una collezione di dipinti murali ben conservati, realizzati alla fine del XIX secolo con scene tratte dal Reamker, la versione cambogiana del Ramayana.

Fate una visita (e se volete un corso) al Centro delle ceramiche: http://www.angkorpotterycenter.com/

Fuori città da visitare per non dimenticare il Museo delle mine: la Cambogia è il paese in assoluto più disseminato di mine a causa del genocidio operato dai khmer rossi e dai conflitti con i vietnamiti e gli americani che hanno ucciso migliaia di persone e ne hanno offese per sempre altre migliaia. E’ in opera da decenni un programma di ritrovamento ed eliminazione delle mine ma ancora ne sono presenti tantissime. Visitando il museo si contribuisce al progetto di sostegno delle vittime e ai programmi di bonifica.

Info: http://www.cambodialandminemuseum.org/

4 Tonle sap

I villaggi sul lago Tonle Sap

Una peculiarità dell’area di Siem Reap sono i villaggi galleggianti costruiti interamente su palafitte piantate nel fondo del lago Tonle Sap, ecosistema unico dichiarato dall’UNESCO ambiente ecologico di primo livello e Riserva della Biosfera. I Villaggi sono abitati da khmer ma anche da vietnamiti che per la legge cambogiana non possono comprare la terra.

Il villaggio più vicino a Siem Reap è Chong Kneas ed è molto turistico, quindi da evitare. Anche il villaggio di Kompong Phluk raggiungibile in barca (preferibilmente prendete una barca piccola per addentrarci tra le palafitte e fate attenzione agli imbrogli sui ticket) è abbastanza turistico, ma basta evitare la fermata a degli enormi barconi al centro che sono degli zoo con gabbie minuscole dove sono rinchiusi animali esotici e un’area pure angusta con i coccodrilli. Vicino ai barconi si fermano a chiedere denaro le donne con figli avvolti da serpenti o disabili. Più autentico sembra essere (non ci sono stata) Kompong Khleang, distante 50 chilometri da Siem Reap.

5 museo mine

© RIPRODUZIONE RISERVATA

L'Autore
Alessandra del Giudice
Author: Alessandra del Giudice
Sociologa, giornalista pubblicista e appassionata di fotografia, è specializzata nel giornalismo sociale e di viaggio.

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