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La Palestina: il mio paese

jerusalem

La Palestina si distingue per la sua posizione geografica particolare, un punto di connessione tra l’Asia e l’Africa. Una terra che ha visto nascere e ha ospitato varie civiltà. Egizi, babilonesi, assiri, greci, fenici e romani, cristiani e musulmani. La cultura e la gente palestinese sono il risultato della commistione di tutte queste civiltà e culture.

Il mio Paese, la Palestina, con un’estensione di 27mila km2, è un’importante meta turistica con una grande varietà di paesaggi, città antiche e luoghi storici. È la casa di monumenti e rovine antiche, riserve naturali e di importanti luoghi sacri musulmani e ebraici.

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Le tappe imperdibili

Nel nord del Paese si trova la città di Acri, sulla costa est del Mar Mediterraneo. E’ una della città storiche più importanti della Palestina, fondata dai Cananei come importante snodo commerciale. È circondata da alte mura inattaccabili che la dividono dal mare e che in passato la proteggevano durante le guerre. La città è famosa per la moschea di Al-Jazzar e per il mercato della città antica.

Scendendo lungo la costa est del Mediterraneo, troviamo la città di Jaffa con i suoi vari mercati antichi. In passato, è stata la capitale culturale della Palestina, sede di bellissimi teatri, cinema, case editrici ed associazioni culturali. Tuttora, Jaffa è famosa per la sua produzione di agrumi, soprattutto arance.

Dirigendoci verso est, troviamo l’antica città di Nablus, famosa per il kunafa, un dolce tipico a base di formaggio e zucchero liquido venduto in tutte le strade e i mercati di Nablus. 

Ramallah

Continuando verso sud, ci imbattiamo nella città di Ramallah, posizionata al centro del Paese. Ramallah è il centro politico della Palestina, la maggior parte dei centri culturali, delle associazioni giovanili, dei ministeri e delle missioni diplomatiche si trovano in questa città.

Arriviamo a Gerusalemme, la capitale della Palestina. Gerusalemme è la città palestinese con più luoghi sacri, è considerata infatti la culla del Cristianesimo e una delle mete di pellegrinaggio più importanti per i musulmani. Inoltre, la città ha diversi mercati antichi in cui si vendono prodotti artigianali e alimentari palestinesi.

dead see

Se cambiamo la direzione leggermente verso est, arriviamo al punto più basso sulla Terra, Jericho, una città affacciata sul bacino d’acqua più salato al mondo, il Mar Morto. Bagnarsi nel mar Morto è totalmente sicuro, non ci sono organismi viventi e il suo fondale è ricco di minerali che vengono estratti per fare prodotti di bellezza.

Ancora più al sud c’è Betlemme, la città natale di Gesù e una delle mete palestinesi più gettonate per le sue bellezze ed i suoi luoghi sacri.

Per concludere il nostro giro della Palestina andiamo ancora più a sud per raggiungere la città di Hebron, considerato il cuore economico del Paese. Per le sue strade si possono trovare diversi prodotti artigianali, come le porcellane, il vetro, le scarpe e borse di cuoio, le opere intagliate nel legno d’olivo, e molti altri prodotti di valore.

Se volessimo proseguire il nostro viaggio, andando a est di Hebron troveremmo la città di Gaza, sulla costa occidentale delle Palestina al confine con l’Egitto.

haifa

Gli usi e i costumi

Oltre alle città, il patrimonio palestinese è composto anche dalla sua cultura: le donne palestinesi che indossano gli abiti tipici in seta e gli uomini che durante i matrimoni vestono il kambaz.

Per quanto riguarda il cibo palestinese, i piatti tipici sono l’hummus di ceci, i fagioli, i falafel, e i diversi prodotti da forno con olio e timo che si mangiano a colazione. A pranzo, di solito si mangia il Makluba, un piatto a base di riso, verdure, pollo o manzo, o il Mosakhan, pane, pollo e cipolle. Per cena, invece, si prepara il delizioso Maftul o si mangiano dei dolci tipici, ad esempio il Kunafa.

Per quanto riguarda il folklore palestinese, è doveroso nominare la Dabke, un ballo tipico in cui solitamente uomini e donne si esibiscono durante matrimoni o occasioni speciali. I ballerini si tengono per mano e muovono le gambe a ritmo simboleggiando un forte legame con la terra.

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L’occupazione Palestinese

Finora ho parlato della bellezza del mio Paese e della sua cultura come se non fosse un Paese occupato e con problemi politici e di sicurezza molto complessi. In realtà, dal punto di vista politico la Palestina è una delle aree politicamente più complicate. Noi, i palestinesi, sognamo una vita libera dall’occupazione israeliana fin dal 1948, l’anno della Nakba, che letteralmente significa catastrofe, e della fuga dei palestinesi nei Paesi limitrofi, spesso in campi rifugiati.

Nonostante la situazione politica, chi visita la Palestina gode della bellezza dei suoi paesaggi, della bontà del suo cibo e del suo patrimonio. Nella realtà quotidiana dei palestinesi, tuttavia, la Palestina è una grande prigione, isolata e sfruttata dalle forze dell’occupazione israeliana.

Per dare un’idea, il tempo che si impiega per percorrere i 186 km tra Napoli e Roma è lo stesso necessario per andare dalla città di Ramallah al mio villaggio, che è molto più vicino ma risente dell’isolamento in cui è stato rinchiuso dalle forze dell’occupazione.

nablus

Da Napoli alla Palestina 

Volo diretto da Napoli a Tel Aviv con www.easyjet il mercoledì e il sabato. Purtroppo non ci sono aeroporti in terra palestinese dove arrivare direttamente.

Photo Credit: Mahmoud Motan

Click here for the english and arab version 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

L'Autore
Abdallah Motan
Author: Abdallah Motan
A freelance filmmaker and Director of photography. "I do whatever it takes to follow my passion"

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