Giovedì, 30 Maggio 2024

Un futuro a forma d’uomo

Il domani che forma avrà?

Quale il futuro che si delinea ai nostri occhi?

 

È sempre più evidente che viviamo un mondo in trasformazione, una società difficile dove il conflitto prende sempre più piede a vari livelli, tra persone, in famiglia, nel sociale, tra uomo e donna, col vicino, sul web, in politica, tra nazioni.

Sembra sia diventato arduo comunicare senza litigare, urge dimostrare di avere ragione, si polemizza spesso sul nulla ed è sempre più stretta la forbice dicotomica o con me, o contro di me.

Si è dimenticata l’arte del dialogo, sopraffatta dalla semplificazione del messaggio breve spesso ridotto a slogan ideologico e, a fronte di una società liquida senza punti fermi, si assiste impotenti a pietrificazioni dogmatiche su cui ci si incista per arginare il flusso caotico e informe.

Eppure se riflettiamo sui cambiamenti sociali, culturali, scientifici e tecnologici che ci hanno interessato negli ultimi cinquant’anni, e sull’assetto mondiale e politico, è interessante registrare una tendenza, uno spostamento di paradigma, dal singolo alla cooperazione. Frutto di questa nuova modalità di approccio, la rete e le sue connessioni, la globalizzazione, una società senza più confini netti, spostamenti rapidissimi che ci permettono di accedere a un mondo del lavoro senza sedi fisse…

Il domani ci apre nuovi scenari, dal Metaverso all’IA, dove ancora di più si assisterà a questo approccio di interconnessione e fluidità.

La trasformazione in atto sembra suggerirci un passaggio epocale, dall’essere “ego riferiti” allo stare “in relazione con…”, in armonia anche con le nuove acquisizioni della fisica quantistica.

Ci sarebbe da chiedersi perché invece nel quotidiano e nello scacchiere politico assistiamo all’esacerbarsi delle dinamiche conflittuali. Addirittura minacciati da un nuovo conflitto mondiale, viviamo l’approssimarsi di un’acme dove i punti che hanno caratterizzato uno scenario ormai desueto si inaspriscono sempre più prima di dare spazio al nuovo.

Epoca di transizione prima di una nuova alba dove il futuro si fa spazio, mi sentirei di ipotizzare.

Parlare di futuro è spesso parlare di quella dimensione esterna, fatta di dominio della tecnica, di uno sguardo scientifico che arriva sempre a nuovi traguardi e di quell’attenzione al dettaglio che a volte va a discapito della dimensione umana.

Ma c’è un futuro altro a cui possiamo avere accesso una specie di “futuro interiore” che trae le sue basi da un atto di consapevolezza individuale, da scelte precise, a volte coraggiose riguardanti lo stare in relazione, l’essere interdipendenti, e la percezione dell’uomo nella sua globalità, il suo essere in connessione con gli altri, e non solo attraverso la rete.

Questo futuro ci parla di rispetto e non di dominio, e del passaggio dal mondo patriarcale del controllo e del potere a un mondo nuovo di integrazione con il diverso, dove maschile e femminile, razionalità scientifica e apertura empatica possano viaggiare insieme nutrendosi vicendevolmente, come sistole e diastole, inspirazione ed espirazione, ambedue perfetti se sincronici.

Questa transizione potrebbe far accadere molte cose…

Per esempio un mondo di pace e di benessere dove tutti cooperano, dove nascono nuove realtà solidali e dove naturalmente si “diventa” rete viva in movimento.

E qualcuna sul territorio napoletano già si fa spazio…

È nata da poco Solidarietà Attiva, una piattaforma promossa da Sergio D’Angelo che sarà presentata mercoledì 24 aprile 2024 presso la Chiesa dei Santi Cosma e Damiano in Largo Banchi Nuovi  alle 17,30.

Chiara Tortorelli
Author: Chiara Tortorelli
Creativa pubblicitaria, editor e scrittrice, vive a Napoli dove inventa nuovi cultural life style: come presentare libri in maniera creativa e divergente, come scrivere i libri che ti piacciono davvero, come migliorare la creatività e il benessere personale con metodologie a metà strada tra stregoneria e pensiero laterale. Il suo ultimo libro è “Noi due punto zero” (Homo Scrivens 2018). Cura per Napoliclick la rubrica “La Coccinella del cuore”.

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