Lunedì, 17 Giugno 2024

Non scherziamo con la fame della gente

La ministra del Lavoro Calderone ieri ha detto a proposito della cancellazione del Reddito di cittadinanza che molti sbagliano a parlare di bomba sociale perché la situazione è assolutamente gestibile.

Sarà come dice lei, ma il Supporto formazione e lavoro presentato in pompa magna come misura destinata a produrre miracoli altro non sembra che un Reddito più povero, più difficile da ottenere perché precede un Isee più basso e soprattutto che dura al massimo un anno.

Il Sfl prevede infatti un importo di 350 euro mensili condizionato dalla partecipazione a corsi di formazione ai quali ci si potrà iscrivere dal 1 settembre. Può chiederlo solo chi ha un Isee che non supera i 6.000 euro. Sembrano cifre proposte da chi vive in un altro paese e di conseguenza non sa quanto costa in Italia fare la spesa, quanto si paga d’affitto, a quanto ammontano le bollette.

La Calderone sembra parlare della formula magica che mette finalmente in comunicazione domanda e offerta di lavoro attraverso il collegamento magico della formazione. Sarà come dice lei. Sarà questione di qualche corso breve che improvvisamente rende appetibile una platea con una presenza rilevante di 40enni e 50enni senza particolari competenze e senza titoli di studio rilevanti.

A me, senza voler sembrare irrispettoso, sembra fuffa propagandistica, soprattutto in quelle aree del paese come Napoli e il resto del sud, dove fanno fatica a trovare un lavoro anche i laureati.

Mentre la Germania porta da 13 a 16 euro l’ora la paga minima dei lavoratori della Sanità e il Regno Unito da aprile ha innalzato all’equivalente di 12 euro l’ora il salario minimo generale, il governo di cui la Calderone fa parte si batte strenuamente contro i 9 euro lordi proposti dalle opposizioni. Mentre la Germania aumenta del 12% l’importo del Reddito di cittadinanza di cui beneficiano ben 5,5 milioni di persone, la ministra ci propone la paghetta a tempo determinato di 350 euro mensili.

Lei dice che non c’è nessuna bomba sociale e la situazione è sotto controllo. Spero non si riferisca alle manganellate ricevute da alcuni ex percettori due giorni fa a Napoli mentre occupavano una rampa d’accesso all’autostrada. Spero non sia questo il controllo al quale allude, perché io a differenza della Calderone so che centinaia di migliaia di persone si sono ritrovate da un giorno all’altro senza un euro in tasca, in uno dei periodi più duri che questo paese ricordi con i prezzi alle stelle.

Non scherziamo con la fame della gente, non è responsabile non accorgersi che questo paese e alcune aree più critiche sono una vera e propria polveriera. Non sarà sufficiente qualche ipotetico corso di formazione e la carità dei 350 euro per un anno a disinnescarla.

Sergio D'Angelo
Author: Sergio D'Angelo
Napoletano, tra i massimi esperti di politiche sociali, terzo settore e finanza etica in Italia. A lui si devono numerose battaglie per il lavoro, l’istruzione, le pari opportunità, la sanità, il welfare. Fondatore e presidente del gruppo di imprese sociali Gesco, è stato assessore comunale al welfare e commissario straordinario dell’ABC, azienda speciale per la gestione dell’acqua pubblica del Comune di Napoli. Nell’ottobre 2021 è stato eletto in consiglio comunale come capolista di Napoli Solidale. È giornalista pubblicista e opinionista del Corriere del Mezzogiorno.

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