Giovedì, 25 Luglio 2024

Accurdammece Vol. 1, il nuovo album di Gabriele Esposito è un bellissimo invito ad aggrapparsi all’amore per salvarsi la vita

Di strada ne ha fatta da quando con la sua chitarra e la sua voce incantava i passanti di Via Scarlatti: lui è Gabriele Esposito e presenta Accurdammece Vol. 1, il suo nuovo lavoro discografico.

Sette canzoni che hanno dentro tutto il sound new-politan a cui il giovane cantautore ci ha abituati. Sette canzoni che raccontano di amore, di depressione generazionale, di rinascita. Sette canzoni che hanno dentro la bellissima chitarra acustica che Gabriele da sempre usa come bussola, come strumento che indica la strada giusta. Come faro per illuminare il suo autentico talento.

Dopo due anni dall’uscita del suo ultimo EP “Via Scarlatti”, con questo nuovo album si apre un altro capitolo del suo percorso artistico e personale. Ce lo racconta?

Mi sono fermato un attimo, era necessario che lo facessi. Credo che questa fase della mia vita personale e professionale possa chiamarsi proprio come il titolo del nuovo album. Sì, sto cercando di “accordarmi” guardandomi intorno e di ripartire da me, dalla mia musica e da ciò che mi piace nel profondo. 

Scrive e compone le sue canzoni, da dove viene l’ispirazione? Come nasce una canzone di Gabriele Esposito?

Melodia e parole nascono insieme, si fondono per diventare tutt’uno. Nelle mie canzoni ci sono i miei molti mondi musicali. Dalla chitarra di Meyers alla tradizione napoletana passando per il cantautorato di Pino Daniele e la teatralità appassionata di Teresa De Sio: vengo contaminato da quello che mi sta intorno e cerco di stare nel flusso delle cose che vivo ogni giorno.

Nel nuovo brano “Piense A T’annammurà” affrontando la depressione generazionale, è riuscito a scrivere una bellissimo inno all’amore come medicina universale. Qual è il valore sociale della musica?

La musica per me resta una spiaggia sulla quale approdare, una capsula nella quale attraversare il tempo e le emozioni. Attraverso le note si può immaginare qualcosa di migliore e in questo momento storico così delicato ce n’è più bisogno che mai. Stiamo perdendo la nostra capacità di collegarci con l’oltre, con l’amore.  In “Piense a t’annammurà” affronto il tema della depressione generazionale ed è proprio questo il senso del brano: aggrapparci all’amore per salvarci.

Sono passati un po’ di anni da quando dalla provincia con chitarra in spalla si esibiva per le strade. Da lì grandi successi e palcoscenici, importanti in un mondo “veloce” che insegna la performance a tutti i costi. Quale è secondo lei il valore della gavetta?

È chiaro che la nostra è un’epoca che corre veloce. Sono figlio di questo tempo ed anche io molte volte purtroppo subisco l’ impatto della “produttività”. In tutti i settori quello che conta è l’obiettivo, accade ovunque non solo nella musica. Siamo tutti sempre orientati al risultato e dedichiamo poco tempo alla sperimentazione e al percorso. Come se non importasse come lo fai ma solo dove devi arrivare. Per questo cerco il più possibile di andare più piano e confrontarmi con una musica più autentica possibile. Se prendi un treno troppo veloce finisci per non capirci più tanto. È necessario riscoprire la giusta velocità e godersi il viaggio.

 Con “Me staje appennenn’ amò” , la cover di Liberato, in pochissimo tempo ha totalizzato più di 10 milioni di visualizzazioni sul web. Come spiega questo boom mediatico?

Il successo della cover di Liberato è esattamente il risultato di quello che penso della musica, della ricerca e della contaminazione. La scomposizione ritmica del brano è il risultato di tutte le migliaia di volte che l’ho suonato per strada. C’è dentro il fingerpicking ispirato a Meyer ma anche tutto il mio mondo emotivo e tutte le volte in cui sono stato “appeso” anche io. Una volte a proposito di questo brano un amico mi disse “l’hai resa da tutti i giorni, l’hai resa per tutti” e questa cosa mi piace.

 Molti suoi brani sono in napoletano. Come mai questa scelta stilistica?

Il napoletano è la lingua che non mi fa perdere l’impostazione musicale. E’ una lingua ritmica e piena di sfumature. Cantare in napoletano mi fa sentire a casa, è come se parlassi ai mei amici. Annulla le distanze e anche in questo caso dietro c’è un lavoro di ricerca. Per esempio ora sto leggendo ‘A Livella di Totò  ed ogni volta è una scoperta affascinante. Diciamo che amo molto i portatori sani di napoletanità.

È in un tour che è partito da Roma. Sarà un’estate all’insegna della musica, cosa l’ aspetta?

Quest’estate lavorerò su più fronti. Una parte del mio tour sarà in full band.  La prossima data sarà il 27 giungo al Lido La Sirenetta a Castelvolturno con setting chitarra, tastiera, basso e batteria. L’altra parte invece sarò in acustica, io e la mia chitarra. Ritornerò alla mia dinamica street, un piccolo ritorno alle sonorità della strada.

E dopo l’estate?

Sto già lavorando al volume due di Accurdammece. All’interno dell’album ci sarà un brano che mi piace molto e che sarebbe dovuto uscire quest’estate ma mi sono preso del tempo. A volte è necessario sapere aspettare, andare pieno per guardare meglio. Per cogliere meglio le sfumature.

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GABRIELE ESPOSITO

Gabriele Esposito è un cantautore napoletano nato a Massa Di Somma nel 1998. Legato particolarmente alla tradizione musicale partenopea ma con uno sguardo rivolto verso la musica d’oltreoceano, Gabriele inizia a suonare e a proporre la sua musica tra le strade delle città italiane ed in particolare campane come Salerno, Cava de tirreni e Napoli, concentrandosi maggiormente in Via Scarlatti, quartiere Vomero di Napoli. Nel 2021 rilascia il suo primo singolo in lingua napoletana “Napoli lo-fi” con cui Gabriele inizia a costruire il suo sound new-politan. Un boom mediatico lo travolge dopo anni di gavetta fra strada e locali quando a gennaio 2022 pubblica sui social la sua versione di “me staje appennenn’ amò” di LIBERATO, presentata proprio in strada a Via Scarlatti; il brano totalizza più di 10 milioni di visualizzazioni sul web in poco tempo, diventando un vero fenomeno, portando Gabriele a diffondere la sua musica attraverso live shows in tutta la Campania e oltre. A giugno 2022 rilascia l’EP “Via Scarlatti” in cui Gabriele riarrangia nella sua personale chiave 5 brani della musica napoletana moderna riscuotendo un grande successo nei live e sul web, totalizzando più di 15 milioni di visualizzazioni e streams, rilasciando dei “video-cornici” in cui vediamo Gabriele cantando in 4 luoghi rappresentativi della città di Napoli. L’EP contiene tracce di successo come “t’aggio purtato na rosa”. Il tour "Love Napoli Live" precede il singolo "L'UNICA" e si conclude all'Arena Flegrea nel giugno 2023 con nomi celebri della musica napoletana. Il singolo successivo, "ARET 'A NU PENZIERO," supera 1 milione di visualizzazioni e vince il premio Franco Del Prete. Il tour estivo "'O TOUR" riceve il premio Massimo Troisi. Nel 2023, Gabriele riceve il prestigioso premio San Gennaro in Campania. Nel settembre 2023, pubblica "SI M'ANNAMMOR’" e si esibisce alla serata Spaghetti Unplugged di Milano, presentando in anteprima su Billboard il videoclip diretto da Giacomo Triglia con Sara Penelope Robin e Pier Macchiè. Il 31 dicembre 2023 Gabriele si esibisce a Piazza Del Plebiscito per il Capodanno a Napoli al fianco di artisti come Enzo Avitabile, The Kolors, Arisa. Il 12 gennaio 2024 esce “'NA RIVOLUZIONE (SENTO 'O BBENE CA ME FACCIO)” la sua nuova canzone. Il nuovo EP di Gabriele, “ACCURDAMMECE”, esce il 31 maggio per l’etichetta Asino Dischi.

 

Giovanni Salzano
Author: Giovanni Salzano
Esperto di social media management, cura la rubrica di opinione Società.

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