Giovedì, 25 Luglio 2024

Anything to say?: l’opera dedicata alla libertà di espressione arriva a Napoli

La libertà di espressione è assoluta protagonista dell’opera di Davide Dormino “Anything to say?” che sarà installata a Napoli, piazza Dante, con il patrocinio del Comune dal 25 al 31 maggio 2024.

Si tratta di una scultura in bronzo, a grandezza naturale, che raffigura tre figure in piedi su tre sedie e una quarta sedia vuota, per noi. La quarta sedia è per chi deve dire qualcosa o per chi si vuole semplicemente mettere al fianco delle tre figure che rappresentano il coraggio di voler sapere e di rifiutare di essere controllati: sono Edward Snowden, Julian Assange e Chelsea Manning. Loro sono stati scelti come esempio di rivoluzionari contemporanei, eroi controversi, soggetti amati e odiati ma comunque capaci di scardinare le regole di un sistema di controllo che gestisce tutte le nostre vite.

L’opera di Davide Dormino ha colto l’idea di Charles Glass, un giornalista impegnato nelle vicende di politica internazionale, e ha tradotto artisticamente un concetto interpretando il coraggio dello spostamento con il salire sulla sedia. Quella sedia che ci permette di alzarci per vedere meglio ma che rappresenta anche il giudizio degli altri, fino alla punizione per aver osato.

È il primo esempio di scultura itinerante, interattiva: pur avendo tutta la tradizionale forza del monumento pubblico si muove e vuole che la gente si muova. Viaggia per il mondo, si sposta per far capire alle persone che devono spostarsi per vedere meglio, salendo su una sedia anche a rischio di cadere. La dimensione mondiale del problema fa sì che ognuno di noi sia coinvolto e che si senta “difeso” dal coraggio di chi svela il sistema con cui vengono indirizzate le nostre scelte oltre che motivate guerre inutili.

Il progetto, realizzato nella Antica Fonderia Mariani di Pietrasanta, nasce grazie alla collaborazione tra l’artista e gli attivisti napoletani che si battono per la libertà di Julian Assange, giornalista australiano, detenuto in un carcere inglese di massima sicurezza in attesa di essere estradato negli USA che gli hanno riservato una detenzione fino a 175 anni per aver pubblicato sul sito Wikileaks tra l’altro, prove di crimini di guerra commessi dagli USA nelle guerre in Iraq e Afghanistan

Hanno aderito all’iniziativa, tra gli altri: Anna Motta, madre di Mario Paciolla; Luca Persico aka ZULU, frontman 99 Posse; Igor Esposito, drammaturgo; Desirée Klein, portavoce Articolo21 Campania, Cristina Donadio, attrice; Samuele Ciambriello, garante per i detenuti della Regione Campania; Alex Zanotelli, padre comboniano; Dolores Melodia, musicista; Pina Di Gennaro, attrice; Omar Suleiman, Comunità palestinese Napoli; Lucia Vitrone, performer; Guido Piccoli, giornalista; Ultima Generazione.

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Author: Redazione

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