Mercoledì, 19 Giugno 2024

Finalmente è finito

Non ricordo mai un anno in cui io abbia atteso con un tale senso di liberazione la fine di un campionato. Sarà perché magari avevamo qualcosa da conquistare fino all’ultima giornata – un posto in Champions o in Europa in generale – sarà perché magari quel qualcosa lo avevamo già conquistato, ma era sempre bello vederli giocare (e non mi riferisco solo alla stagione passata), non mi è mai capitato di pensare “Grazie al Cielo è finita”, né di aver sentito l’impulso di mettermi a spolverare durante una partita, trattenendomi perché dovevo pur sempre commentarla. Commentarla, poi. Che c’è da commentare? Uno strazio soporifero assolutamente indecente. Offensivo. Né mi era mai capitato di sentire che mio padre ha preferito vedere i Puffi con i miei nipotini invece di Napoli-Lecce. I Puffi. Invece della partita. Che tanto sempre azzurri sono, è vero, però a mia memoria una cosa del genere non è accaduta mai.

E se dall’azzurro passiamo a un altro colore, da reduce del meraviglioso Festival del Giallo (che se non ci siete stati sappiate che vi siete persi un pezzo della storia culturale di questa città) posso dire anche che questo campionato è stato un vero delitto, con pochissimi alibi, e facilmente smontabili, e molti colpevoli.

Gli assassini sono tanti, e facilmente individuabili, perché le responsabilità sono equamente da distribuire fra una presidenza vagamente egocentrica, tre allenatori (il primo incapace di gestire un post scudetto, il secondo incapace di gestire una gestione disastrosa di un post scudetto, il terzo povero cristo incapace di gestire una gestione disastrosa di una gestione disastrosa di un post scudetto) e i giocatori, che salvo qualche guizzo sembrano i fratelli sedati e imbavagliati di quelli dell’anno scorso. Quelli che sono rimasti, ovviamente. Quelli nuovi boh, alcuni non sono quasi mai entrati in campo, altri se sono entrati non si è capito bene perché.

Ma è un anno di transizione, si dice ormai da mesi, domenica c’è stata l’ultima partita con lo scudetto in petto, gli azzurri vengono sommersi dai fischi e per la prima volta in quattordici anni non andremo in Europa. Si chiude un ciclo, in maniera direi disastrosa.

Ora, da queste ceneri speriamo di rinascere: qualcuno andrà via (Osimhen, Zielinski), in tanti resteranno, in attesa di sapere chi sarà il nuovo allenatore, elemento chiave per capire cosa succederà l’anno prossimo. Ogni tre ore ne cambia uno, ma mentre sto scrivendo pare che il prossimo sarà Conte. Vediamo.

Io sospendo il giudizio e attendo asceticamente l’anno che verrà, con un’estate e un’olimpiade in mezzo per disintossicarmi dal calcio e da questa stagione orribile. E accada quel che accada.

Tanto, comunque vada, Forza Napoli sempre.

(foto di Antonio Balasco)

Serena Venditto
Author: Serena Venditto
È nata a Napoli il primo agosto 1980, per festeggiare il compleanno della squadra. Archeologa e scrittrice, è autrice di una serie giallo-umoristica con protagonisti il gatto detective Mycroft e un gruppo di amici impiccioni, di cui l’ultimo è l’ebook gratuito “Malù si annoia. Quarantena in giallo per quattro coinquilini e un gatto”. Cura per Napoliclick la rubrica #Barsport

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