Sabato, 15 Giugno 2024

Qualità dell'aria, la pagella della Regione Campania

È proprio il caso di dirlo: l'aria che tira in Campania non è poi così male. Si aggiudica la sufficienza la Regione Campania per quanto riguarda i risultati per l'anno 2023 della rete di monitoraggio della qualità dell’aria della Campania, costituita attualmente da 41 stazioni fisse distribuite sul territorio regionale. Il decreto suddivide il territorio in tre zone: agglomerato Napoli-Caserta, zona costiero-collinare e zona montuosa.

Le prime valutazioni diffuse dalle Agenzie ambientali forniscono resoconti dettagliati per le Regioni Piermonte, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Marche, Lazio e Campania.

La valutazione preliminare della qualità dell’aria per l’anno 2023 è effettuata con riferimento alle stazioni (oltre l’80% del totale) che rispettano gli obiettivi di qualità del dato fissati dalla normativa nazionale ed europea, sulla base dei dati validati quotidianamente.

Sufficienza ma si può fare di più

Lo scenario manifesta assenza di criticità per benzene, biossido di zolfo e monossido di carbonio. Il trend è però leggermente in crescita (e non è un dato positivo) ma questo fenomeno è sicuramente legato alle alte temperature registrate nei mesi estivi, in particolar modo fra luglio e agosto 2023.

Il valore limite giornaliero di materiale particolato aerodisperso, ossia polveri sottili (PM10)– da non superare per più di 35 giorni all’anno – nel 2023 è stato superato in 6 stazioni, tutte ubicate nell’agglomerato: Napoli – ospedale Nuovo Pellegrini, Acerra – Scuola Caporale, Casoria – Scuola Palizzi, San Vitaliano – Scuola Marconi, Volla – via Filichito, Aversa – Scuola Cirillo, tutte situate nel territorio della Città metropolitana di Napoli tranne l’ultima, in provincia di Caserta.  Tuttavia il valore limite della concentrazione media annua non è stato superato in nessuna stazione.
Si conferma un trend tendenzialmente stabile rispetto all’ultimo anno. Per il biossido di azoto (NO2) il valore limite della concentrazione media annua (40 μg/m3) è stato superato in tre stazioni dell’agglomerato: due a Napoli (Museo e Ferrovia), e una a Teverola (Ce) in via San Lorenzo. Tuttavia tutte le stazioni della rete risultano al di sotto del numero di superamenti consentiti per il valore limite di concentrazione media oraria (200 μg/m3 da non superare più di 18 volte/anno). Con riferimento all’Ozono (O3) il valore obiettivo per la protezione della salute umana (media su 8 ore superiore a 120 µg/m3 da non superare più di 25 giorni all’anno) non è stato rispettato in 3 stazioni della rete: San Vitaliano (Na) – Scuola Marconi (agglomerato Napoli-Caserta), Cava de’ Tirreni (Sa) – Stadio (zona costiero-collinare) e Ariano Irpino (Av) villa comunale (zona montuosa). La soglia di informazione (180 µg/m3) è stata superata in 11 stazioni della rete, 5 nell’agglomerato, 5 nella zona costiero-collinare e 1 nella zona montuosa.

Maggiori info: www.snpambiente.it

Author: nuovoeditore

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