Domenica, 02 Ottobre 2022

Nina Soldano: Donne, vogliatevi bene

Donna combattiva, intraprendente, passionale, talvolta in bilico tra il bene e il male ma anche capace di trarre sempre il buono dalle cose: Marina Giordano è uno tra i personaggi più controversi e allo stesso tempo più amati di Un Posto Al Sole.

In venti anni, è riuscita ad incarnare grandi temi dal ruolo di potere delle donne in ambito lavorativo a quello dell’alcol, passando per i disturbi di personalità. Sfide attoriali che Nina Soldano, l’attrice di origini pisane ma napoletana di fatto che le presta il volto da sempre nel popolare social drama Rai, ha accolto costantemente con grande entusiasmo: lei che ha lavorato, sin da giovanissima, con i più grandi e che si è formata, nella sua intensa carriera artistica, praticamente “sul campo”.

Nina ci racconta la sua Marina, che ritornerà in scena il 14 marzo, svelandoci che da qui a un mese ne vedremo delle belle.

L’abbiamo vista in queste puntate molto combattuta per amore, a un bivio tra ragione e sentimento, tra Fabrizio e Roberto, per cui Marina dice di provare, glielo dichiara in una lettera, un amore che va oltre. Eppure sceglie alla fine suo marito, perché quella con Ferri forse è una relazione insana.

Marina vive da sempre questa specie di sdoppiamento: mente e cuore, lei si trova nel mezzo, vorrebbe seguire il cuore ma ha una razionalità che la porta su altre vie. Diciamo che nelle prossime puntate ci sarà un susseguirsi di avvenimenti che la porteranno a fare delle scelte e, alla fine del mese più o meno, la gente capirà per cosa ha propeso il mio personaggio. Chissà cosa vorrà il pubblico, che, come al solito, è “sovrano” perché rappresenta il nostro ago della bilancia: la gente preferirà una Marina perennemente legata all’amore indissolubile per Roberto Ferri o una donna ormai libera dal suo passato oppure, ancora, una persona completamente libera e centrata solo su se stessa? Staremo a vedere.

Oggi ce ne sono molte di relazioni “malate” secondo lei?

Ce ne sono, eccome, nella realtà, ma io credo che quello tra Marina e Roberto non sia un rapporto veramente malato o insano. L’uno è speculare all’altro, c’è questa fortissima attrazione fisica e mentale, che ritorna come una costante. Ma c’è anche qualcosa di più: in tutti questi anni abbiamo visto che loro non riescono mai a distaccarsi completamente, anche quando hanno altre relazioni, poi finiscono sempre per cercarsi e tornare a contare l’uno sull’altro, come un tutt’uno che si ricompone. Ora sono maturi e potrebbero spingere anche sull’acceleratore ma non lo fanno per non devastarsi…Ma c’è una differenza tra i due. Ferri è cattivo inside, Marina ce la fanno diventare: lei tira fuori tutta la sua grinta e cattiveria quando le toccano quello a cui tiene, dai cantieri alla sua famiglia: è la vita che la rende così, quando viene ferita, comincia a graffiare.

E in tutto questo Fabrizio che ruolo ha?

Fabrizio è l’uomo che l’ha fatta innamorare e con cui ha deciso di stare ma certo come persona e come imprenditore ha delle debolezze che stiamo scoprendo, negli ultimi tempi, sotto forma di dipendenza dall’alcol, cosa che lo rende incapace di gestire la sua vita. Ancora una volta deve fare tutto lei, Marina la combattiva deve prendere in mano la situazione. Ora la coppia è a Londra dove lei ha acconsentito a raggiungerlo per uscire dalla crisi che l’uomo sta attraversando e dove approfitterà per stare con la figlia Elena e la nipotina, che sono lì. Ma il 14 marzo è previsto il loro rientro a Napoli e, da lì a qualche settimana, finalmente si capirà che strada questa storia prenderà.

In vista della Giornata internazionale della donna, ci è caro il tema della violenza di genere. Marina, in qualche modo, è stata vittima atteggiamenti aggressivi da parte del marito e pare abbia accettato la cosa.

Anzitutto, non è la prima volta che Marina Giordano viene aggredita fisicamente e verbalmente: basti pensare agli anni trascorsi al fianco di un uomo come Roberto Ferri che ha cercato a più riprese di annientarla sotto il profilo psicologico. Per fortuna Marina è una donna forte, molto probabilmente lei è attratta da una personalità narcisistica ma non è certo un soggetto facile da manipolare, quindi, poi, alla fine è lei a uscirne bene. Nella vicenda recente con Fabrizio, Marina semplicemente resta al suo fianco perché lo giustifica, sa che non è un uomo violento per natura ma è l’alcol ad avere la meglio e a renderlo così fragile in questo momento. Quindi cerca di convincerlo a farsi seguire da uno psicologo, lui accetta questa cosa anche perché avverte che lei si sta allontanando. Non dimentichiamoci che, tra le altre cose, Marina è una ex alcolizzata, quindi sa cosa si prova quando si entra in questo tunnel.

Lei, Nina, come si sarebbe comportata?

Marina è un personaggio con cui possiamo lavorare di immaginazione; Nina è un'altra donna, una donna risolta. Io, per fortuna, non ho mai avuto di questi problemi, forse anche perché, essendo molto empatica, appena percepisco grazie alle mie “antenne” che c’è qualcosa che non va, lascio perdere. Non mi sono mai lasciata rapire emotivamente da una storia al punto tale da farmi annientare.

Quale è il suo messaggio per le donne in vista dell’8 marzo?

In certe situazioni, è difficile dire cosa sia giusto o sbagliato, dipende dalle esperienze di ognuna ma dico a tutte le donne, a prescindere, di volersi più bene e se, proprio non ci riescono, a farsi aiutare da un esperto.

Quale è la sfida più difficile che ha dovuto affrontare in termini attoriali sul set?

Viviamo sul set, giorno dopo giorno e la cosa non mi stanca mai, mi approccio sempre al mio lavoro con rinnovato entusiasmo, ma la vita, quella fuori dal set, viaggia in parallelo e spesso ci mette di fronte a prove difficili. Ricordo che nel 2015 ho attraversato uno tsunami emotivo: mio padre stava molto male, al contempo era in fin di vita il padre di Marina. In pratica, io e il mio personaggio vivevamo esattamente la stessa situazione. In quella occasione, è stato molto difficile per me estraniarmi e portare a casa il risultato. Ricordo che c’era proprio la scena della morte del padre di Marina, è stata una esperienza molto forte, ma ho tenuto duro cercando come al solito di dare il massimo. Forse il pubblico lo ha capito, perché quella scena ha fatto commuovere tante persone, di cui poi ho avuto feedback attraverso i social.

C’è un tema sociale che vorrebbe (ancora) approfondire attraverso il suo personaggio?

Dopo tutto quello che ha attraversato Marina, non so cosa ancora ci sarebbe da dire, in ogni caso, Un Posto Al Sole si è sempre caratterizzato per la sua capacità di rincorrere l’attualità. Abbiamo toccato temi come l’omofobia, i rifiuti tossici, il bullismo, l’abbandono di minori, per citarne solo alcuni. Forse mi piacerebbe approfondire le tematiche legate al lavoro e alla imprenditoria femminile, magari anche portando in scena il legame di Marina con la famiglia, la figlia e la nipote, ad esempio.

Maria Nocerino
Author: Maria Nocerino
Sociologa e giornalista pubblicista, è specializzata nel giornalismo sociale. Collabora con l’agenzia di stampa Redattore Sociale e con il quotidiano Roma per le pagine della Cronaca.

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