Martedì, 23 Aprile 2024

Tagli alla cultura, sindacati in piazza il primo marzo a Napoli

Sono tante le adesioni già arrivate da parte di artisti e altri lavoratori del mondo culturale per il presidio contro i tagli alla cultura e allo spettacolo organizzato il primo marzo a Napoli dal Sindacato Lavoratori della Comunicazione (SLC) e dalla Cgil Napoli e Campania, che segue le manifestazioni che si sono svolte la settimana scorsa per sbloccare i fondi Coesione e Sviluppo destinati alla Campania.

Sabato 17 febbraio al teatro Sannazaro, all’incontro contro i tagli alla cultura organizzato dalla Regione Campania in cui sono intervenuti, tra gli altri, Claudio Gubitosi del Giffoni Film Festival, il produttore Luciano Stella e Ruggero Cappuccio del Napoli Teatro Festival, c’erano anche i sindacati a ribadire la ricaduta diretta sui lavoratori del settore cultura e spettacolo della mancata erogazione di fondi alla Campania.

In tanti parteciperanno all’iniziativa venerdì primo marzo alle 10.30 presso la sede della Regione Campania, in via Santa Lucia 81, per dire no ai tagli a un settore strategico in Campania: tagli che, se confermati, avrebbero forti ripercussioni per un comparto in cui lavorano oltre 10mila persone tra attori, ballerini, coristi, oltre a tutte le maestranze come tecnici, fonici e figure impiegatizie.

Lo sottolinea Osvaldo Barba, della Segreteria SLC: «Si tratta della prima presa di posizione dei sindacati che si mobilitano in difesa delle migliaia di lavoratori a rischio. Parliamo di professionisti, non di persone che fanno questo mestiere per hobby, come erroneamente si crede. Gente che lavora, timbra il cartellino, dipende da società, ha una famiglia, e, da un momento all’altro, potrebbe ritrovarsi per strada. Lo Stato deve intervenire per queste categorie di lavoratori, esattamente come ha fatto in casi come quello dell’Ilva di Taranto».

«Noi già stavamo inguaiati – spiega in un video sui social l’attore Francesco Paolantoni, tra gli artisti che hanno aderito alla manifestazione, con la consueta e un po’ amara ironia – Ci mancava solo questo, una altra bella conseguenza dell’autonomia differenziata. Questi tagli potrebbero impedire la realizzazione di alcuni eventi culturali importanti e soprattutto ricadere sui lavoratori del mondo dello spettacolo».

«Il danno principale lo subiscono i lavoratori impiegati a vario titolo che non prenderanno lo stipendio – sottolinea Barba – ma anche tutti quelli che fanno parte dell’incubatore. Perciò, non solo gli artisti e le maestranze, ma anche, ad esempio, i fornitori di service e tutti gli addetti ai servizi impegnati nell’organizzazione di eventi e festival. Perciò l’invito è a partecipare al presidio del primo marzo per dire, con forza, no ai tagli alla cultura».

Maria Nocerino
Author: Maria Nocerino
Sociologa e giornalista professionista, è specializzata nel giornalismo sociale. Ha collaborato con l’agenzia di stampa Redattore Sociale e con il quotidiano Roma per le pagine della Cronaca. Collabora con la rivista Comunicare Il Sociale.

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