Domenica, 02 Ottobre 2022

La Locanda del Gesù Vecchio: la cucina dei ricordi d’infanzia

La cucina e il suo racconto, perché a tavola è bello mangiare ma anche confrontarsi. Una grande passione non solo per la tradizione culinaria napoletana ma anche per la sua storia, muove ogni giorno Vittorio Fortunato, il giovane proprietario della Locanda del Gesù Vecchio - ristorante del centro storico di Napoli selezionato nella Guida Michelin 2022 - in cui, oltre a gustare i piatti tipici della cucina partenopea, puoi conoscerne anche le origini.

Ad esempio, lo sapevate che “la parmigiana di melanzane” non è un piatto nato a Napoli ma nei paesi arabi? Stesso discorso per la pasta e patate e il ragù, piatti nati dopo la scoperta dell’America, che hanno fatto il giro in altri luoghi prima di essere adottati qui da noi. Questo è il genere di racconti che può capitare di ascoltare da Vittorio, che si fregia di essere un grande conoscitore della cucina tradizionale, molto più vasta e variegata di quanto si possa immaginare: “Non ha senso sconvolgere piatti che hanno una storia così antica, già riproporli è un’impresa”.

1. TIPOLOGIA DI CUCINA – La tradizione che porta a tavola i ricordi familiari 

La Locanda del Gesù Vecchio è un ristorante “semplice”, propone una grande varietà di piatti della tradizione napoletana, quelli che ti ricordano l’infanzia soltanto a leggerli dal menù: ogni piatto è sempre abbinato a un vino (anche qui c’è una ricerca e l’offerta è molto vasta, anche se viene privilegiata la provenienza campana). Lo chef del ristorante di via Palladino rispetta alla lettera la ricetta originale dei piatti, quelli di una volta, quando si cucinava con la sugna, perciò, non vi aspettate piatti light! A fine pasto, potrete scegliere tra gli amari, tutti vintage, ovvero rigorosamente anni ’50 e ’60 – come Ferrochina Bisleri, Amaro 18 Isola bella, Amaro Cora – di cui Vittorio Fortunato si rifornisce da enoteche storiche come Scagliola di piazza Miraglia.

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2. PIATTI FORTI – La cucina che usa la sugna al posto dell’olio 

Un piatto forte non può che essere la Genovese, quella fatta con la ricetta classica che prevede tra i suoi ingredienti cipolle di Montoro, sugna, sedano, carote e manzo (esattamente il taglio chiamato “cuccuizzo”). Un altro must è lo spaghetto alla puviriello, condito con pecorino, pepe e occhio all’occhio di bue: anche qui non può mancare la sugna (“Quella che si ricavava dal grasso del maiale, perché l’olio non esisteva”, precisa Vittorio). Questi alcuni dei piatti più richiesti nel ristorante al momento, anche nel rispetto della stagionalità. 

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3.  LOCATION – Atmosfera familiare, come a casa 

Da poco ristrutturato in una chiave “storico-moderna”, in linea con i colori del centro storico, il locale accoglie i commensali in un’atmosfera familiare, volutamente autentica facendoli sentire come a casa, senza troppi fronzoli. Il ristorante conta 35 coperti all’interno e tre tavolini a muro all’esterno, quasi tutti i giorni è sold out, “ma cerchiamo di organizzarci in maniera tale che non ci sia confusione perché ci teniamo ad accogliere i nostri clienti in un ambiente confortevole e rilassata”, precisa Fortunato.

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4.  CURIOSITÀ – Un piccolo bistrot diventato ristorante 

“Il progetto del ristorante è successivo alla nascita del locale; nel 2013 la Locanda apre in città come bar e bistrot, solo dopo diventa ristorante: a un certo punto, anche per come stava cambiando la città, con i nuovi flussi turistici, ho capito che bisognava cambiare rotta e concentrarsi su una sola cosa”, sottolinea il proprietario della Locanda del Gesù Vecchio che ama cucinare, ma non qui. Qui lui è il narratore, quello che racconta e presenta i piatti, dopo averli studiati e ricercati nei minimi dettagli. “Sono sempre stato nella ristorazione, da quando avevo 16 anni, ora ne ho 38”, racconta Vittorio. 

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5.  A CHI SI RIVOLGE – Target trasversale e cosmopolita 

La locanda si rivolge al mondo intero, nel vero senso della parola: “Qui si sono sedute persone da tutte le nazionalità, dal napoletano al turista straniero, vuoi anche perché siamo recensiti ovunque vuoi perché è naturale che sia così trovandoci nel cuore di una città come Napoli, io parlo solo francese ma posso contare su un personale poliglotta”. Dunque, il locale ha un target trasversale e cosmopolita. 

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6.  FASCIA DI PREZZO – Prezzo medio, accessibile 

La fascia di prezzo si aggira sui 30/35 per un pranzo completo. Senza calcolare il vino, perché c’è davvero una grande varietà e ce ne sono anche da 1000 euro a bottiglia.

 Info e prenotazioni

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La Locanda del Gesù Vecchio

Via Giovanni Palladino 26, Napoli
081 461 3928

328 551 9283

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Maria Nocerino
Author: Maria Nocerino
Sociologa e giornalista pubblicista, è specializzata nel giornalismo sociale. Collabora con l’agenzia di stampa Redattore Sociale e con il quotidiano Roma per le pagine della Cronaca.

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