Mercoledì, 21 Febbraio 2024

Il male Minore, le dodici sfumature di Monica Ventra

Dodici storie che corrono lungo la linea della vita che va dal particolare all’universale. Uno stile ermentico quello di Monica Ventra fatto di riflessioni, azioni, ritmo in un altalenare tra interiorità ed esteriorità. L’autrice parla di alcune scene quotidiane che si alternano in dodici racconti. Questo è “Il male minore”, l’ultimo romanzo di Monica Ventra, edito da Olisterno Editore.

Fragilità e confine che bloccano una ribellione interiore, forte e creativa. Le dodici storie restano sospese solo in apparenza, mentre sono intrecciate mettendo in risalto connessioni e sconnessioni. La lettura del libro attiva una moltitudine di segni e comportamenti, esplosi-implosi in un teatro di immagini contemporanee. La paura di andare oltre il confine affiora, prende infinite forme, quindi può accadere che i protagonisti delle storie diventano nostri amici, apprezzati, amati e seguiti. I nostri destini diventano i loro e viceversa, in una danza infinita che porta il lettore a perdersi in un labirinto di connessioni che è “Il Male minore”.

Il libro è stato presentato il 7 febbraio, presso la libreria The Spark creative HUB Mondadori (via degli acquari, piazza Bovio) e ha visto l’intervento di Pasquale Persico, Annibale D’Elia, Monica Ventra, Rosalba Di Girolamo (attrice). 

Il libro in sintesi 

1. Una scrittrice senza nome che vuol sottrarsi al suo destino di esordiente ancora prima di esordire, che vaga nottetempo nei meandri di una casa editrice innominata e innominabile, persa nel tentativo di tramutare in storia convincente il proprio panico. 

2. L’incarnazione della giovane protagonista di un racconto, dal nome semplice - Fiorella - senza pretese in apparenza ed allusivo invece a una ricerca di naturalezza che si rivelerà ambiziosa oltre misura. 

3.I tanti nomi mitici (Esperia, Itteria, Arteria …) coi quali Egisto, che sembra “uscito da un’operetta d’altri tempi” ritiene di appellare, per trattenerla, la riottosa amante. 

4.I soprannomi carichi di leggerezza (farfalla, stracciatella) di una barbona innamorata, legata (oltre la morte del perduto amore, ma pure oltre la propria), al ciclico ricordo del lampo dello sguardo del suo “Leone”, anarchico rimasto ucciso in misteriose guerre di quartiere di una metropoli sconnessa. 

5.La scelta rivoluzionaria - e anche fantastica nel suo sfidare le leggi della fisica e della verosimiglianza- di una donna immobile “nel sole”, quella del celebre dipinto di Edward Hopper, la quale riesce a uscire da stanza e quadro e a camminare all’aria aperta, via dalla stretta calda, meravigliosa, soffocante dell’abbraccio del suo creatore innamorato. 

6.Un detentore di speciali abilità che col mestiere insolito di assaggiatore di caffè giunge al possesso di una totale, ricercata solitudine. 

7. Il gioco a specchi nella vita di due amici presi a combattersi fino allo stremo a colpi di sollecitudine e apparente ipocrisia per una posta in gioco che si rivela a poco a poco tra le battute di un dialogo serrato. 

8. L’intolleranza di un passeggero in autobus che nella folla costipata trova il modo di giudicare e offendere in cuor suo chiunque lo sfiori, anche colui che poi deruberà del cellulare, quasi in trance. 

9. La meditazione trascendentale di Ugo (operaio)e gatto (aristocratico) che si fronteggiano scambiandosi energia sulla ringhiera di un balcone. 

10. Lo spettacolo teatrale di Amina e Chiara che diventano (ma infine emerge che sono sempre state) una cosa sola nel corso di una danza intorno a linee di confine sempre nuove. 

11. Il labirinto del desiderio erotico del tutto mal riposto di un’insegnante nei confronti di un alunno. 

12. La conferenza in pubblico di uno psichiatra sul dramma di un’identità tanto fluida quanto irrisolta; l’oggetto del discorso che compare all’improvviso, in piena conferenza, con un colpo di scena, e che poi torna nel suo nulla nascondendosi, vanificando la pulsione, la forza, la voglia di un riscatto. 

Lautrice

Monica Ventra, ex bibliotecaria dell’Università Federico II di Napoli, classe 63 è una scrittrice. Insegnante di lingua e civiltà tedesca nella scuola secondaria, traduttrice e grafologa, ha ideato e condotto laboratori di scrittura emotiva presso varie associazioni culturali, tra cui l’Humaniter di Napoli. “Sempre Mai Più” è il suo primo romanzo.

Il male Minore le dodici sfumature di Monica Ventra 1

Author: Silvana Aricò

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